Ho l’abitudine di fare liste. Su foglietti, ancora meglio su cartoncini rigidi. Scrivo quello che ho da fare, alla rinfusa. Commissioni, telefonate, impegni, ma anche faccende più complesse, grandi progetti. Ritirare abito tintoria, scrivere autobiografia. Dall’ago al milione. Infilo in tasca e mi metto in moto. A fine giornata faccio l’inventario e spesso scopro che le cose importanti sono rimaste al punto di partenza.
Avevo una bella spinta stamattina, ero carico e invece poi ho divagato e mi sono distratto dall’idea principale. Sensazione non del tutto piacevole, possibile metafora delle opportunità che mi sfuggono, i libri non letti, le persone non richiamate, le invenzioni rimaste per un altro giorno nel cassetto. D’altra parte l’esperienza mi ha insegnato a non essere troppo categorico, a fare uso di una giusta dose di indulgenza verso me stesso, perché non è detto che le giornate apparentemente sbriciolate e disperse siano soltanto sperpero. Come dice John Lennon in una sua canzone, “la vita è ciò che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti”.
È così: a volte le migliori occasioni si annidano nelle pieghe. Profondo questo pensiero, voglio scriverlo domani stesso nell’introduzione alla mia autobiografia. Ma prima devo assolutamente passare in tintoria.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 

