Gli scheletri di Eliade

Mircea Eliade (1907) – romanziere e grande storico delle religioni – scrive in La prova del labirinto (1978): «Ogni paese natale costituisce una geografia sacra ... Per me Bucarest è il centro di una mitologia inesauribile. È attraverso questa mitologia che sono giunto a conoscerne la vera storia. E la mia storia, forse». Bucarest è stata per Eliade ciò che fu Buenos Aires per Borges: ma l’argentino avrebbe mai scritto cose del genere? Stando alle tragedie provocate dal nazi-fascismo, l’avvicinamento della nozione di sacro a quella di geografia, che conduce al mito del concetto di patria (terra e sangue), fa venire i brividi. La migliore storia dell’Occidente – culminante nella cultura greco-romana, nel Cristianesimo, nella rivoluzione illuminista – si fonda sulla celebrazione dell’uomo universale e di un’idea di patria come mondo, nonché sull’uguaglianza morale di tutti gli individui. Sarà un caso che Eliade, tra il ‘36 e il ‘38, abbia simpatizzato col movimento legionario fascista, ultranazionalista e antisemita, della Guardia di Ferro? Non diversamente da altri due famosi connazionali. La lettura del libro di Alexandra Laignel-Lavastine, Il fascismo rimosso: Cioran, Eliade, Ionesco Tre intellettuali rumeni nella bufera del secolo, ci farebbe capire tante cose. Ma è introvabile
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October 16, 2026
Mircea Eliade (1907) – romanziere e grande storico delle religioni – scrive in La prova del labirinto (1978): «Ogni paese natale costituisce una geografia sacra ... Per me Bucarest è il centro di una mitologia inesauribile. È attraverso questa mitologia che sono giunto a conoscerne la vera storia. E la mia storia, forse».
Bucarest è stata per Eliade ciò che fu Buenos Aires per Borges: ma l’argentino avrebbe mai scritto cose del genere? Stando alle tragedie provocate dal nazi-fascismo, l’avvicinamento della nozione di sacro a quella di geografia, che conduce al mito del concetto di patria (terra e sangue), fa venire i brividi. La migliore storia dell’Occidente – culminante nella cultura greco-romana, nel Cristianesimo, nella rivoluzione illuminista – si fonda sulla celebrazione dell’uomo universale e di un’idea di patria come mondo, nonché sull’uguaglianza morale di tutti gli individui.
Sarà un caso che Eliade, tra il ‘36 e il ‘38, abbia simpatizzato col movimento legionario fascista, ultranazionalista e antisemita, della Guardia di Ferro? Non diversamente da altri due famosi connazionali. La lettura del libro di Alexandra Laignel-Lavastine, Il fascismo rimosso: Cioran, Eliade, Ionesco
Tre intellettuali rumeni nella bufera del secolo, ci farebbe capire tante cose. Ma è introvabile.

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