Pronto Soccorso, in 9 casi su 10 manca personale e si fa ricorso a medici gettonisti
di Redazione
L'indagine di Simeu, Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza, rilancia anche l'allarme sulla condizione dei pazienti: nel 70% delle strutture si registrano lunghe attese per un posto letto in barella
L'89% dei Pronto Soccorso è sono sottorganico ed è costretto a integrare il personale per garantire la copertura dei turni, facendo ricorso a medici gettonisti, prestazioni aggiuntive e contratti libero-professionali. Nel 29% dei casi si continua inoltre a utilizzare agenzie di servizi, nonostante le indicazioni ministeriali. Non solo, il 70% dei Pronto Soccorso segnala la presenza quotidiana di pazienti in attesa di posto letto in barella, con un'attesa media di 23 ore, mentre solo il 30% non registra il problema. Sono questi i principali dati dell'indagine istantanea della Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), condotta su circa 3 milioni di accessi ai Pronto Soccorso nel 2025 e che sarà presentata in occasione del XIV Congresso nazionale a Napoli, per i 25 anni della società scientifica.
Rispetto al ricorso ai gettonisti, secondo Simeu «non è più accettabile» come modello strutturale. «La scelta dei medici gettonisti nasce come soluzione flessibile e talvolta economicamente vantaggiosa per garantire la copertura dei servizi, ma si afferma soprattutto dove mancano alternative stabili nel sistema pubblico - spiega Alessandro Riccardi, presidente della Simeu -. Quando invece esistono condizioni organizzate e attrattive, il ricorso a queste figure tende a ridursi».
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