«Uguali per Costituzione»: nel centrosinistra Ruffini e Gabrielli lanciano Più Uno

L’ex direttore delle Entrate: «Non bisogna vincere le primarie, ma le elezioni». L’ex capo della Polizia: «L’esattore e lo sbirro? Meglio di evasore e delinquente».
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October 11, 2026
«Uguali per Costituzione»: nel centrosinistra Ruffini e Gabrielli lanciano Più Uno
Franco Gabrielli (S) ed Ernesto Ruffini (D) durante l'assemblea nazionale di Piu' Uno a Roma, 10 ottobre 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
C’era proprio bisogno di un nuovo partito? Ernesto Maria Ruffini ribalta la domanda: «Con tutto l'astensionismo che c'è, era necessario aspettare così tanto a dare un'altra offerta ai cittadini?». E così i comitati “Più uno” promossi dall’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate si trasformano in partito politico, in un sabato mattina uggioso, in un affollato Salone delle colonne, all’Eur. Ecco il simbolo, “Più uno, uguali per la Costituzione”, con un richiamo esplicito all’articolo 3, e soprattutto all’impegno di «rimuovere gli ostacoli» che la Carta prevede per rendere effettivo il principio di uguaglianza. «Sarà il metro con cui misureremo ogni scelta», promette Ruffini.
Con lui c’è Franco Gabrielli, ex capo della Polizia – al vertice anche della Protezione Civile e dei Servizi – fattosi compagni di strada in quest’ultimo tratto di strada. L’esattore e lo sbirro, si è ironizzato. Gabrielli non si offende: «Sempre meglio che un evasore e un delinquente», replica. Qualcun altro gli ha dato anche dello “spione”. Anche qui replica alla moderatrice, la giornalista Rai Giorgia Rombolà, sul filo dell’ironia: «Sono stato ai vertici dell’intelligence 20 anni fa, dopo un po’ anche la legge Severino cancella le accuse. Non vorrei però che chi si allarma per questo avesse la cosa di paglia».
La collocazione è nel centrosinistra, Non è però il momento del “chi”, del “cosa”, anche “per cosa” impegnarsi. «Non bisogna vincere le primarie ma le prossime elezioni politiche». Per questo l’accordo da cercare, «prima ancora che sul programma è sulla visione, sui punti irrinunciabili. Senza questo nessun nome regge, nemmeno un nome terzo».
E a proposito di terzo nome, ecco nel pomeriggio materializzarsi all’Eur il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Il suo è più di un saluto, è un incoraggiamento a due «pesi massimi che esprimono quanto di meglio il nostro Paese ha saputo produrre in termini di classi dirigenti». In particolare di Ruffini ricorda l’eccellente collaborazione quando era all’Economia ed era necessario trovare forme di ristoro veloci ed efficaci per gli operatori economici con l’acqua alla gola. Nulla dice riferito al suo futuro, ma le sue parole suonano anche una personale messa a disposizione «davanti a un bivio molto significativo per il nostro Paese» di fronte «all'inadeguatezza dell'attuale classe di governo». E, tanto per cominciare, in riferimento a una legge elettorale, «che ha tantissimi profili di incostituzionalità, che non penso possano reggere a un esame serio della Corte costituzionale», Gualtieri annuncia che «come Autonomie locali italiane, sosterremo tutti i ricorsi».
Anche “Più uno” dovrà però fare i conti con gli appesantimenti burocratici introdotti. Per non rendere necessaria la raccolta firme «persone qui presenti e generose», come il deputato Bruno Tabacci «potranno fare un'operazione, insieme ad altre persone generose in Parlamento, con cui dialoghiamo, parlo anche di Magi», annuncia Ruffini. Con Tabacci la collaborazione è avviata da tempo. «Il Centro democratico è in Parlamento dal 2013, e al suo tempo le firme le ha raccolte», ricorda Tabacci, «non ho mai dato il mio simbolo al miglior offerente. Non ho nulla da offrire o da chiedere. Mi interessa partecipare a un disegno politico. E se questo di Ruffini e Gabrielli è il disegno, io sono con loro». Ma servono ora altri due deputati interessati. «Abbiamo 15 giorni per i passaggi necessari, l'esito sarà positivo», assicura.

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