Perché dopo Cernobbio Vannacci è sempre più un rompicapo soprattutto per Meloni
L'incontro-scontro con Monti ha evidenziato che l'alleanza con il generale costerebbe alla destra un parallelo allargamento del "campo largo" a sinistra

L’invito a Cernobbio, afferrato al volo da Roberto Vannacci, è stato un atto di “realpolitik” del mondo economico-finanziario che ha creato non pochi malumori a destra, al centro e a sinistra. Ma in qualche modo il confronto tra il leader di Futuro Nazionale e l’ex premier Mario Monti è servito anche alla politica, e in particolare al centrodestra, come “test” di ciò che potrebbe accadere con Vannacci dentro o fuori da una coalizione. Monti, non certo un ideologo del centrosinistra, si è mostrato agguerrito e ha tirato fuori argomenti molto netti: i richiami alla narrazione fascista e la violazione, nel programma di FnV, di cruciali disposizioni costituzionali. Dalle parole dell’ex premier emerge con più chiarezza uno scenario politico sinora solo accennato: nel caso Vannacci fosse accolto da Meloni, Salvini e Tajani, l’altro fronte si allargherebbe ben oltre il concetto di “campo largo”, andando a reclutare risorse innestate nello spirito costituzionale che oggi si sentono sia lontane dalla destra sia deluse dalla sinistra. Qualcosa di simile al “movimento” che si è palesato in occasione del referendum sulla giustizia, quando un pezzo di elettorato non schierato ha avvertito che ci fosse in gioco qualcosa in più del quesito sulla separazione delle carriere. Bel problema, per il centrodestra.
Sinora Meloni, pur evitando accuratamente la dizione “cordone sanitario”, ha dato segnali contrari all’introduzione in coalizione di una forza politica estrema come quella di Vannacci. E ha confermato questa linea nonostante da settimane i sondaggi dicano con chiarezza che il centrodestra, nel 2027, avrebbe molte più possibilità di vincere se godesse del traino di Vannacci. Ma se questa linea cambiasse, ovvero se per motivi di convenienza elettorale la premier stendesse ponti d’oro al generale, la situazione non diventerebbe più semplice, per lei, perché dall’altra parte si aggregherebbe una compagine politico-sociale più ampia rispetto alla mera rappresentanza dei partiti di centrosinistra. Insomma l’unica certezza emersa da Cernobbio è che Vannacci in prospettiva è un rompicapo per tutti, ma nel breve termine lo è soprattutto per le forze di governo.
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