Migranti, parla Meloni: «Il nuovo Patto europeo ci tutela». La replica a Schlein
La premier risponde alle critiche delle opposizioni: «Nessun boomerang, Schengen non c'entra». Intanto Olanda e Irlanda annunciano di voler rimandare i "dublinanti" in Italia

Goccia su goccia, anche l’Olanda e l'Irlanda si dichiarano pronte a rimandare in Italia i suoi “dublinanti”, e si aggiunge allo stillicidio estenuante dopo che da inizio settimana Germania, Austria, Svezia, Finlandia e Svizzera si sono appellate al Patto per i migranti entrato in vigore il 12 giugno per “liberarsi” dei richiedenti asilo nei rispettivi Paesi. Qualche ora più tardi, da Budapest, il ministero dell’Interno ungherese ribadisce che l’Ungheria non accetterà migranti inviati da altri Paesi Ue e che non sostiene né il ricollocamento attraverso quote né il versamento di un contributo finanziario in alternativa all’accoglienza. Ma questa volta - mentre dalle opposizioni ripartono le accuse di giornata alle scelte dell’esecutivo - Giorgia Meloni scende in campo.
Le ferie estive sono finite, e la premier (che ha appena dato un’intervista a tutto campo al New York Times) rispedisce il boomerang personalmente agli avversari. O meglio, direttamente alla leader del Pd Elly Schlein, che il giorno prima aveva stigmatizzato la rottura della solidarietà europea da parte del Governo.
La presidente del Consiglio lascia trascorrere il tempo riservato alle vacanze in famiglia e chiede ai suoi di non replicare. Poi, parte sui social, mettendo in chiaro che - malgrado la pioggia di critiche che farebbero intendere il contrario - tra la sospensione di Schengen alla Spagna per i fatti di Ceuta e il rientro dei migranti sbarcati in Italia non c’è nesso.
«Elly Schlein parla di “boomerang” e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla», scrive su Facebook. Si tratta, spiega, di « due cose completamente diverse e non c’entrano nulla tra loro. Ed è proprio il nuovo Patto che segna una svolta positiva per l’Italia nella gestione dei migranti cosiddetti “dublinanti”». Anzi, continua Meloni, «le nuove regole tutelano molto di più gli Stati di primo ingresso in tema di richieste di asilo e, con il rafforzamento del principio di Paese Terzo sicuro voluto dall’Italia, sarà più semplice effettuare rimpatri accelerati». Ancora, la premier rivendica le modifiche ottenute. «Questo Governo ha contrastato l’applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi e infatti, dal 2023 a oggi l’Italia ha respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri». Insomma, secondo Meloni «è grazie alla fermezza di questo Governo se l’Italia non si è limitata ad accettare passivamente tutto ciò che gli altri Stati ci chiedevano». Ben diverso sarebbe stato con un esecutivo di sinistra, dice rispedendo al mittente la palla avvelenata: «Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori». Piuttosto, aggiunge, «la priorità resta, in ogni caso, il contrasto all’immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa».
Rimane dunque la soluzione per eccellenza, per Palazzo Chigi, che considera come un punto a favore anche aver ottenuto l’allungamento della lista dei Paesi sicuri per i rimpatri, puntare sul passaggio nei Paesi terzi. L’Albania, per Meloni, fa scuola. Non a caso, Germania, Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia starebbero conducendo trattative per un centro in Uganda. I ministri competenti dovrebbero incontrarsi il 4 settembre a Copenaghen per fare il punto sui negoziati e la struttura potrebbe essere operativa dal 2027. Così come smentirebbe gli attacchi del centrosinistra alla soluzione albanese, gli “hub di rimpatrio” sono entrati anche nella normativa europea, e anche Londra ragiona sulla stessa soluzione. Dal Pd ancora polemiche. Per il responsabile migranti Majorino «Meloni vuole imbrogliare gli italiani». E anche Futuro nazionale, con Edoardo Ziello, chiede garanzie a Meloni che l’Italia non diventi «l’imbuto degli immigrati di tutta Europa».
Ma sulle nuove regole del Patto le interpretazioni non sono univoche. Si dice certo, però, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che le «polemiche sono sterili» perché i rimpatri riguardano solo 3 “dublinanti” «su 50 richieste pervenute». Quanto a Schengen con la Spagna, «nazione sorella», presto «sarà ripristinato».
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