Dal Piano casa alle leggi razziali, scontro alla Camera tra opposizioni e vannacciani. Bakkali lascia l'Aula

Pd, M5s e Avs accusano Futuro nazionale di aver evocato criteri discriminatori dopo le parole di Rossano Sasso sugli alloggi popolari. La replica di Fn: «Siete voi i razzisti contro gli italiani»
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June 23, 2026
La deputata Pd Ouidad Bakkali (foto di archivio)
La deputata Pd Ouidad Bakkali (foto di archivio)
«Fate il gioco della sinistra», era stata l'accusa di Giorgia Meloni ai vannacciani poco meno di due settimane fa. A Montecitorio, però, l'inizio della settimana finisce per riportare Futuro nazionale al centro della scena politica e parlamentare. Sul Piano casa, ma non solo. Nel giro di poche ore il confronto si allarga all'immigrazione, all'identità e perfino al linguaggio istituzionale, con accuse di razzismo, richiami alle leggi razziali del 1938 e una nuova polemica nell'Aula della Camera.

Le parole di Sasso

Tutto parte lunedì sera, durante l'esame degli ordini del giorno collegati al Piano casa. Intervenendo in Aula, Rossano Sasso sostiene che sui citofoni delle case popolari «non abbiamo più Giuseppe e Maria», ma «Omar, Mohamed e Abdul». Poi aggiunge: «I filo-islamisti e gli amici dei musulmani sappiamo dove siedono». Dai banchi delle opposizioni partono le proteste. La deputata Pd Ouidad Bakkali, marocchina naturalizzata italiana, lascia l'emiciclo e viene richiamata all'ordine dalla presidenza.

Il precedente di Bakkali

La reazione della parlamentare dem non passa inosservata. Solo una settimana fa Bakkali era intervenuta in Aula per leggere una serie di insulti razzisti e misogini ricevuti sui social. Un episodio nato dalle polemiche seguite alla manifestazione contro la remigrazione e che aveva già portato allo scontro con i vannacciani. Per spiegare la scelta di lasciare l'emiciclo, la deputata parla di «una violazione della dignità del Parlamento» e sostiene che durante il dibattito siano stati offesi «cittadini e cittadine italiane», «persone di origine immigrata» e «persone povere». Sul caso interviene anche Elly Schlein. Durante la direzione nazionale del Pd, la segretaria esprime «solidarietà a Ouidad Bakkali» per gli insulti e le minacce ricevute nelle ultime settimane e rilancia: «Siamo con te. Non passeranno».

Il richiamo alle leggi razziali

Meno di ventiquattr'ore dopo, il caso si riaccende. Il dem Andrea Casu parla di affermazioni «di chiara matrice razzista» che hanno colpito non solo Bakkali ma tutti i parlamentari che si riconoscono nei valori della Costituzione. Ma l'intervento più duro è quello di Federico Fornaro. Secondo il deputato dem, il riferimento ai nomi e alle origini delle persone «riporta al 1938». Con il collega Gianni Cuperlo che definisce «immorali» le parole pronunciate durante il dibattito. Da Avs, Marco Grimaldi accusa Futuro nazionale di mettere «sotto processo dei concittadini italiani», mentre dal M5s Andrea Quartini parla di interventi «impregnati di nazifascismo» e «pieni di odio verso il diverso e lo straniero».

La replica di Futuro nazionale

Nessun passo indietro da parte dei deputati del generale. Sasso rivendica le proprie parole e difende il principio del «prima la casa agli italiani», contenuto in uno degli ordini del giorno presentati dal gruppo e poi respinto. Per Futuro nazionale non si tratta di razzismo ma di «un'opinione politica». Edoardo Ziello sostiene che il gruppo chiede semplicemente di mettere «prima gli italiani e molto dopo bengalesi, pachistani e marocchini» nell'assegnazione degli alloggi popolari. E aggiunge: «Se avessimo detto qualcosa di discriminatorio, la presidente di turno ci avrebbe richiamato». La controreplica arriva dallo stesso Sasso: «Voi siete razzisti contro gli italiani». Futuro nazionale denuncia inoltre il tentativo delle opposizioni di «imbavagliare» le proprie posizioni politiche e rivendica il diritto di sostenere in Aula le proprie proposte sull'immigrazione e sulle politiche sociali.

Il botta e risposta Pozzolo-Ascani

Ma le tensioni non si fermano qui. Nelle stesse ore si apre un secondo fronte. Durante la seduta Emanuele Pozzolo continua a rivolgersi ad Anna Ascani chiamandola «signor presidente». La vicepresidente della Camera gli chiede di utilizzare il femminile o la formula neutra «presidente», ma il deputato insiste. Ascani replica con un «collega deputata Pozzolo» e lo richiama all'ordine. Il parlamentare di Futuro nazionale torna poi sulla vicenda richiamando le indicazioni dell'Accademia della Crusca e sostenendo di aver utilizzato una formula corretta, parlando di un eccesso di «politicamente corretto».

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