Altri quattro deputati stanno per andare nel partito di Vannacci

Il generale apre le porte ai leghisti e attacca soprattutto il centrodestra: «I 14 miliardi per il caro energia da Bruxelles sono una truffa»»
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June 5, 2026
Ormai è uno stillicidio. Continuano gli addii alla Lega, soprattutto in direzione Futuro nazionale. Il gruppo alla Camera di Roberto Vannacci si prepara ad accogliere Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, ma anche i forzisti Attilio Pierro e Davide Bergamini (entrambi però ex Carroccio), arrivando così a otto deputati e nessun senatore. La conferma dovrebbe arrivare sabato, all’iniziativa futurista in programma a Viareggio. Lascia ufficialmente il partito di Matteo Salvini, invece, Erik Pretto. Il deputato vicentino abbandona la Lega dopo quasi 20 anni «con un senso di amarezza enorme», confida ad Avvenire . Pesano tante incomprensioni con la leadership, sfociate in accuse di morosità e carte bollate. «Dal 2018, tra contribuzioni dirette o indirette ho versato 322mila euro al partito», replica Pretto che – prima di riporre per sempre il fazzoletto verde nel cassetto – ha inviato le sue memorie difensive. I rumors ora lo danno in direzione Forza Italia. «Non è all’ordine del giorno un mio passaggio a Fn», ci dice Furgiuele, deputato calabrese noto per l’evento sulla remigrazione alla Camera. Salvo aggiungere che «questa non è la Lega in cui sono cresciuto io. Si parla di progetto o programma, non di sogni o identità. Prospettive? Boh». Sul suo ingresso in Fn, però, arrivano conferme.
Vannacci intanto riempie il Salone delle Fontane dell’Eur, a Roma, per la tappa romana del suo tour (“La mia patria è un’idea”). E in conferenza stampa attacca soprattutto il centrodestra: «Se c'è qualcuno che sta vendendo il Paese alla sinistra, non è certo Fn», dice citando i 14 miliardi in arrivo da Bruxelles per il “caro energia”, che «sono una truffa» e hanno «ricevuto addirittura il plauso del Pd nelle persone di Zingaretti e Maran». Vannacci difende poi Emanuele Pozzolo, sbandato con la macchina con un tasso alcolemico fuori legge («non significa che fosse ubriaco» e comunque «non lascio indietro nessuno») e non si sbilancia sui nuovi ingressi («non metto limite alla provvidenza»). Infine, la conferma che alle prossime elezioni a Roma, l’anno prossimo, Fn punta ad avere «una squadra forte ed un candidato sindaco». La prospettiva, però, non è quella delle prossime amministrative – a proposito, a Vigevano, dopo l’exploit di Fn, l’indicazione del partito è votare scheda bianca ai ballottaggi – e forse nemmeno delle politiche del 2027. Anche se l’impressione è che per vedere l’apice del vannaccismo non occorreranno i 10 anni che sono serviti a Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia. Basta allargare lo sguardo a quanto accade in Europa. L’ex alfiere della Brexit, Nigel Farage, continua a salire nei sondaggi britannici promettendo un’ondata di deportazioni di massa di immigrati se vincerà le elezioni del 2029. In Francia, difficile immaginare di contenere l’ascesa del Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella. Nella Spagna degli scandali attorno al socialista Pedro Sánchez, Vox prepara il patto con i popolari per governare. In Germania, Afd è pronta a scalzare gli altri partiti. Su quest’onda surfa anche Vannacci.

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