Alemanno, il tribunale approva la riduzione di pena
L'ex sindaco di Roma lascerà il carcere di Rebibbia con oltre un mese di anticipo, il 24 giugno. L'avvocato: «Il magistrato ha riconosciuto le condizioni di detenzione degradanti»

L'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, uscirà di carcere 39 giorni prima del previsto, il prossimo 24 giugno. Lo ha stabilito il tribunale di Sorveglianza della Capitale, che ha accolto l'istanza presentata dalla difesa dell'ex primo cittadino per la riduzione dei giorni di detenzione «a causa delle condizioni degradanti da lui subite». Alemanno sta attualmente scontando una pena di 22 mesi di reclusione nel penitenziario romano di Rebibbia, in seguito a una condanna per traffico d'influenze nell'ambito di un filone dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", in cui è stato invece assolto da tutte le accuse. L'ex sindaco è stato arrestato il 31 dicembre del 2024 per aver trasgredito lo svolgimento della pena alternativa: inizialmente aveva infatti ottenuto la possibilità di scontare la condanna agli arresti domiciliari, svolgendo un lavoro socialmente utile presso un'associazione, ma aveva violato le prescrizioni del giudice, falsificando documenti per giustificare impegni lavorativi ed evitare i servizi, e aveva poi incontrato ripetutamente un pregiudicato.
«Siamo molto contenti per il risultato raggiunto, non tanto per la riduzione della pena in sé - spiega Edoardo Albertario, avvocato dell'ex sindaco - ma perché il magistrato di Sorveglianza di Roma ha certificato quanto sostenuto con forza in questi mesi da Alemanno, ossia che le condizioni di detenzione patite da lui e da molti altri detenuti sono degradanti ed irrispettose dell'umana dignità». Da quando si trova in carcere, l'ex primo cittadino si è fatto promotore dei diritti dei detenuti, protestando in particolare contro il problema del sovraffolamento delle carceri.
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