Polemica a Padova, arbitro chiede il permesso di soggiorno a due calciatori
di Redazione
È successo a Polverara, i due giocatori di colore militano nel San Precario, squadra del campionato di seconda categoria, nata proprio con lo scopo di combattere il razzismo
Polemiche nel mondo del calcio veneto dopo che domenica scorsa a Polverara (Padova) un arbitro ha chiesto il permesso di soggiorno a due giocatori di colore extracomunitari del San Precario, squadra che milita nel campionato di seconda categoria e che è nata proprio allo scopo di combattere il razzismo, integrando ragazzi provenienti da ogni dove.
Prima della gara l'arbitro della sezione Aia (Associazione italiana arbitri, ndr) di Venezia avrebbe chiesto ai due giocatori di esibire il permesso di soggiorno per dar corso al riconoscimento degli atleti inseriti nelle distinte di gioco presentate dalla due squadre. Come riporta il Gazzettino di Padova, che ha sentito il presidente della squadra Roberto Mastellaro, nulla è stato invece chiesto a un altro giocatore con doppio passaporto inglese e slovacco.
«Noi siamo una squadra antirazzista e perciò particolarmente sensibili a questi temi - dichiara Mastellaro - Non so se l'arbitro abbia sbagliato per una sua leggerezza ma l'abbiamo trovato discriminatorio, in 18 anni non era mai capitato un episodio del genere. In rosa abbiamo anche un altro giocatore extracomunitario dal doppio passaporto inglese e slovacco ma per lui, al contrario dei due ragazzi neri rimasti molto amareggiati, non è stato chiesto nulla. Abbiamo informato il presidente regionale dell'accaduto proprio per far luce sull'episodio». Della questione sono state infatti interessate la Figc e l'Aia veneti: i due organismi non escludono di far intervenire la Procura federale.
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