La Gen Z protesta attraverso performance ironiche, travestimenti (Spider-Man, One Piece, serie Netflix) e codici visivi studiati per essere virali. L'estetica e i trend diventano parte fondamentale della rappresentazione politica. Dietro la grammatica memetica e satirica che attinge all'universo pop c'è la consapevolezza di un futuro precario. I cortei totalmente autoconvocati e spontanei: «Sfruttano il sistema di raccomandazione di TikTok e l'IA generativa, sganciandosi così dalle strutture tradizionali come partiti, sindacati o movimenti organizzati».
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ Ilaria Solaini ha analizzato insieme al giornalista Leonardo Bianchi, specializzato in cultura digitale e movimenti di massa, le recenti e violente mobilitazioni giovanili che hanno attraversato l'Europa, da Parigi a Milano.
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