Le madri della Repubblica

Il nuovo episodio di Dentro l'Avvenire racconta il primo voto delle donne in Italia il 2 giugno di 80 anni fa. Le speranze di allora, le difficoltà del tempo, gli auspici per il futuro
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May 28, 2026
Le file sono lunghe, l’attesa altrettanto. Ma nessuno si lamenta. Anzi. Lo spirito è quello della festa. Della consapevolezza di partecipare a un evento unico. E sono soprattutto le donne a vivere questa sensazione. È il 2 giugno 1946 e quel giorno 13 milioni di italiane possono votare per la prima volta nella storia del nostro Paese. Non era mai accaduto prima. E non solo sceglievano i componenti dell’Assemblea Costituente, ma partecipavano alla definizione della forma dello Stato: Monarchia o Repubblica.
Un evento al quale le donne che si recarono alle urne (assieme a 12 milioni di uomini) si prepararono con accuratezza. Ad accompagnarle al momento del voto nel modo migliore, c’è anche Armida Barelli, cofondatrice dell’Università Cattolica e fondatrice della Gioventù femminile di Azione Cattolica. “Noi donne siamo una potenza: su 100 voti, 47 sono per gli uomini e 53 per le donne” scriveva nei mesi precedenti il voto. Sono passati 80 anni da quel giorno, ma la presenza delle donne nella vita politica del nostro Paese non è ancora un aspetto consolidato. E il percorso è lungo e lento.
Nel nuovo episodio di Dentro l'Avvenire, Enrico Lenzi ne parla con la professoressa Marta Margotti, ordinaria di Storia contemporanea all’Università di Torino ed esperta della storia del cattolicesimo in Italia. Un racconto di quel giorno di 80 anni fa, ma anche di questi otto decenni di storia repubblicana, con lo sguardo rivolto anche al futuro.

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