Ai Mondiali di calcio c’è una squadra che ha alle spalle una storia di vittoriose ribellioni. È Haiti, la prima repubblica nera della storia. Non succedeva da 50 anni che il paese si qualificasse al campionato. E il calcio può aiutare a raccontare la situazione di un Paese che vive una crisi tra le più gravi del nostro tempo. In questi mesi, la nazionale non ha mai potuto disputare partite in casa: lo stadio della capitale, così come le principali infrastrutture sportive, sono in mano alle gang. L’allenatore, francese, non ha mai potuto visitare l’isola: «è troppo pericoloso». Le stesse bande armate controllano oggi il 90% di Port-au-Prince, la capitale del Paese. Come si vive, lì? Ci aiuta a rispondere Claudia Lodesani, coordinatrice per Medici senza frontiere nel Paese.
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