La cura della vita

Alla Corte costituzionale la voce dei malati che paventano la deriva del suicidio "facile". Il timore che il diritto all'autodeterminazione si trasformi in un invito a farla finita
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June 24, 2026
La cura della vita

Editoriale

In reciproca dipendenza

Due processi sul fine vita, ieri, in Corte costituzionale. L’uno sui trattamenti di sostegno vitale, tema che per la terza volta torna a farsi soglia del suicidio accessibile. L'altro sulla legge 26/2025 della regione Sardegna, dedicata al "suicidio sanitario" Sullo sfondo, una storia di giurisprudenza costituzionale sull'art. 580 del Codice penale: non viene più punito chi aiuta un suicida che è affetto da malattia irreversibile, fonte di sofferenze intollerabili, tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, pienamente capace di prendere decisioni consapevoli...

Il fatto

La cura della vita

Alla Corte costituzionale la voce dei malati che paventano la deriva del suicidio “facile” Il timore che il diritto all’autodeterminazione si trasformi in un invito a farla finita.
Nuova udienza della Corte costituzionale sul suicidio assistito per verificare se uno dei criteri inderogabili di accesso stabiliti nella sentenza- pilota del 2019 (la presenza di trattamenti di sostegno vitale) vada confermato o meno. Hanno potuto farsi ascoltare, attraverso i loro avvocati, otto pazienti affetti da gravi patologie che chiedono di non allargare le maglie della depenalizzazione per non vedere di fatto compromesso il loro diritto di vivere e di essere curati, senza la morte a richiesta come alternativa “per legge”.

Sulla spiaggia di Odessea tra i mutilati

Quelle ferite di guerra che il sole non sana

Il sole estivo inonda la costa e lo stabilimento sul Mar Nero, d’un bianco accecante. Sulla pedana, centinaia di persone si contendono i coni d’ombra proiettati dai teloni. A prima vista, Bez Mezh non sembra differente dall’adiacente Kaleton o dalla baia dei Delfini e dalle altre stazioni balneari di Odessa. Il fronte, distante una sessantina di chilometri, sembra lontanissimo visto da qui. Ma è solo un’illusione: il suo fuoco è inciso con lettere indelebili sulle carni arrossate dal sole degli uomini di Bez Mezh, la spiaggia dei feriti e dei mutilati in battaglia.

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