Nel Golfo Persico sono ancora bloccate 43 navi portacontainer
di Redazione
I dati sono stati diffusi da Lloyd's List, rivista specializzata nel settore marittimo. Il governo giapponese sta considerando l’invio di unità dragamine delle Forze marittime di autodifesa nello Stretto di Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che il blocco navale disposto dal presidente Donald Trump resta pienamente operativo, nonostante la proroga del cessate il fuoco e la prevista ripresa dei negoziati in Pakistan. Secondo Lloyd's List, rivista specializzata nel settore marittimo, almeno 43 navi portacontainer appartenenti alle 10 maggiori compagnie di navigazione al mondo sono ancora bloccate nel Golfo Persico. Lo ha riportato Al Jazeera. Le principali compagnie di navigazione hanno sospeso i loro servizi nella regione dall'inizio della guerra contro l'Iran, alla fine di febbraio, «causando ritardi significativi e un aumento dei costi per il commercio globale» secondo la rivista. Alcune navi appartenenti a Cma Cgm, Cosco, Hapag-Lloyd e Msc sono riuscite a «evacuare in sicurezza», ha aggiunto Lloyd's List, "sebbene due navi Msc siano state sequestrate dalle autorità iraniane".
Le forze armate Usa hanno diffuso immagini che mostrano il cacciatorpediniere USS Rafael Peralta impegnato nell’intercettazione di un mercantile battente bandiera iraniana. Il bilancio delle operazioni include il sequestro confermato di una nave cargo, catturata con l’uso della forza, e di una petroliera sospettata di trasportare greggio. Secondo il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, il blocco sarebbe in grado di paralizzare fino al 90% del commercio marittimo di Teheran. Le autorità iraniane hanno definito la misura un “attentato” alla sicurezza nazionale.
Nel contesto di una tensione ancora elevata, gli inviati speciali della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, sono attesi a Islamabad per tentare una nuova mediazione. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha ridimensionato le aspettative, affermando che non è previsto alcun incontro bilaterale diretto con la delegazione statunitense.
Parallelamente, la crisi nello snodo energetico del Golfo si riflette sulle valutazioni di altri attori internazionali. Il governo giapponese sta considerando l’invio di unità dragamine delle Forze marittime di autodifesa nello Stretto di Hormuz, in risposta alla richiesta statunitense di contribuire alla sicurezza della navigazione in un’area ritenuta cruciale per gli approvvigionamenti petroliferi globali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA