martedì 14 novembre 2017
Don Maurizio Pallù, il prete rapito lo scorso ottobre in Nigeria e liberato dopo alcuni giorni, dopo aver partecipato alla Messa con il Papa a Casa Santa Marta racconta cosa gli ha chiesto Francesco

Era stato rapito lo scorso ottobre in Nigeria e poi è stato liberato dopo 5 giorni di prigionia: si tratta di don Maurizio Pallù, missionario nel Paese africano come catechista del Cammino neocatecumenale che ha preso parte alla Messa odierna in Casa Santa Marta celebrata da papa Francesco.

Al termine della Messa, in un'intervista rilasciata a Radio Vaticana, don Maurizio Pallù ha raccontato cosa gli ha detto papa Francesco: "Mi ha domandato della Nigeria, mi ha detto di portare nel cuore, nella predicazione e nella preghiera tutti coloro che soffrono - ha spiegato il missionario nel video e nella testimonianza riportata dalla Radio Vaticana - : noi, grazie alle preghiere di tanti fratelli e aiuti ricevuti dal Cielo, in fondo siamo stati 5 giorni prigionieri, ma ci sono tante persone che soffrono e muoiono e vengono maltrattate. Poi, mi ha domandato: 'Quando ritorni in Nigeria?'. Gli ho risposto: 'Penso il primo dicembre".

Don Pallù ha raccontato del suo desiderio di fare ritorno alla missione: "Desidero tornare in Nigeria perché penso che ora il momento è molto favorevole. Il Cammino neocatecumenale, attraverso l'annuncio del kerigma e le comunità cristiane, aiuta enormemente le famiglie: il problema più serio dell'Africa è la famiglia e ricostituire famiglie cristiane, con giovani che hanno zelo e amore per Gesù Cristo, può portare un cambiamento del tessuto sociale della Nigeria e questo è quello che il demonio non vuole".

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