Morte avvelenate dalla ricina, si cerca nei pc e tablet delle vittime

Gli esperti della Scientifica entreranno lunedì nella casa di Pietracatella, dove è avvenuta la tragedia
May 2, 2026
Per la prima volta gli esperti della Scientifica provenienti da Roma faranno il loro ingresso nella casa che custodisce il mistero della ricina. Lunedì mattina alle 10, a Pietracatella, gli esperti della Polizia entreranno nell'abitazione della famiglia Di Vita, sotto sequestro ormai da più di quattro mesi. Da fine dicembre in quelle stanze non è entrato più nessuno salvo un'unica eccezione, nel marzo scorso, quando a Gianni e Alice Di Vita, il papà e la figlia sopravvissuti, fu consentito, accompagnati dagli agenti, di tornare solo per pochi minuti, il tempo necessario per prelevare alcuni vestiti.
Stavolta il motivo sarà un altro e strettamente legato all'indagine in corso sulla morte di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi. La procura di Larino, che indaga sui misteriosi avvelenamenti con la ricina, ha ordinato di prelevare tutti i dispositivi elettronici (cellulari, computer, tablet e chiavette usb) appartenuti alle due vittime. Le operazioni, tutte videoriprese, saranno svolte dal personale specializzato «con modalità idonee a non alterare lo stato dei luoghi sotto sequestro».
Saranno dunque rimossi i sigilli, si procederà a prelevare i dispositivi sotto sequestro e successivamente saranno nuovamente apposti i sigilli alla casa. La procuratrice Elvira Antonelli ha firmato giovedì scorso l'atto che dispone il prelievo dei telefoni e venerdì è arrivata la comunicazione agli indagati (5 medici) e alle parti offese (5 parenti delle due vittime). Le parti potranno assistere all'attività istruttoria (un solo rappresentante per ognuna delle persone coinvolte) solo dopo essersi munite di tutti i dispositivi idonei ad evitare la contaminazione della scena (quindi tuta protettiva e tutto l'equipaggiamento necessario).
I reperti, così come già accaduto per lo smartphone sequestrato il mese scorso ad Alice Di Vita, saranno poi consegnati al laboratorio digitale della procura di Campobasso per le successive attività di acquisizione forense che la procura delegherà con un atto a parte. È evidente che quindi anche da questi apparecchi saranno poi estratti tutti i dati come chat, messaggi e altre attività.
Intanto il lavoro della Squadra Mobile guidata da Marco Graziano non si è fermato nemmeno in questo weekend di festa. In questura sono proseguite le audizioni delle “persone informate dei fatti” e solo oggi si è appreso che due giorni fa, in gran segreto, è stato nuovamente sentito anche Gianni Di Vita.
Il suo ascolto, stando a quanto trapelato da fonti investigative, è avvenuto nella massima riservatezza negli uffici della questura. Si è trattato di una deposizione abbastanza lunga, almeno 4-5 ore. L'ex sindaco, che è parte offesa nel procedimento, ha risposto a molte domande degli investigatori così come aveva già fatto quattro mesi fa, subito dopo la tragedia, e a inizio aprile. Ora nei prossimi giorni potrebbero essere risentiti anche gli altri familiari delle vittime.

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