Montagna, morti due escursionisti in Friuli

Le vittime sono un cittadino austriaco di 23 anni e un cittadino statunitense di 24 anni residente in Germania. Si erano inoltrati sui sentieri impervi sopra Sella Chianzutan ed erano dispersi da ieri
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May 16, 2026
Si erano inoltrati lungo i sentieri che tagliano la cresta tra il monte Piombada e il monte Bottai, sopra Sella Chianzutan, in uno dei tratti più impervi della montagna friulana. Le ricerche, scattate ieri dopo il mancato rientro, si sono concluse questa mattina nel modo più tragico: i due escursionisti stranieri dispersi nell’area di Verzegnis, in provincia di Udine, sono stati trovati morti dai soccorritori. Le vittime sono un cittadino austriaco di 23 anni e un cittadino statunitense di 24 anni residente in Germania. I loro corpi sono stati individuati all’alba dall’elicottero della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, impegnato nelle ricognizioni sopra la zona di Sella Chianzutan, dove già da ieri si concentravano le operazioni di ricerca coordinate dalla Sores. L’allarme era stato dato dal padre di uno dei due giovani, preoccupato per il mancato rientro. Poco dopo era stata ritrovata la Vespa con cui i due avevano raggiunto la montagna, parcheggiata proprio a Sella Chianzutan: un dettaglio che aveva consentito ai soccorritori di delimitare l’area delle ricerche. In azione erano entrate le stazioni del Soccorso alpino di Forni Avoltri e Udine, assieme alla Guardia di finanza e all’elisoccorso regionale. Tra gli itinerari ipotizzati vi era il sentiero 811, che conduce verso Casera Avrint, il bivacco Carcadè e il monte Piombada. Una squadra aveva risalito anche il versante opposto lungo il sentiero 827 da Stavoli Palar, nel tentativo di intercettare eventuali tracce dei dispersi. Le operazioni sono state rese particolarmente difficili dal maltempo e dalla scarsa visibilità, tanto che per diverse ore l’equipaggio sanitario e il tecnico dell’elisoccorso erano rimasti in attesa all’elibase di Tolmezzo di un miglioramento delle condizioni meteorologiche. Secondo una prima ricostruzione, i due giovani sarebbero precipitati dopo aver perso l’equilibrio su un tratto erboso molto ripido, in un punto particolarmente difficile da raggiungere via terra. Proprio la complessità dell’area ha imposto il recupero delle salme mediante verricello, con il successivo trasporto in elicottero. Ancora una volta la montagna restituisce il suo doppio volto: la bellezza aspra dei percorsi più selvaggi e, insieme, la fragilità estrema di chi li attraversa.

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