Il Libano abolisce la pena di morte. È il 114° Stato a farlo ma un'eccezione nel mondo arabo

Beirut applicava una moratoria da oltre vent'anni. La decisione con il voto del Parlamento. Ma Hezbollah e Aoun lasciano l'aula in segno di protesta
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August 12, 2026
Il Libano abolisce la pena di morte. È il 114° Stato a farlo ma un'eccezione nel mondo arabo
L'aula del Parlamento di Beirut durante la discussione sulla soppressione della pena capitale/Ansa
Passo storico per il Libano. La pena di morte, precedentemente sancita dalla legge per diversi reati, è stata abolita dal Parlamento di Beirut, ponendo fine a una moratoria di fatto in vigore dal 2004. Da allora sono state comunque emesse decine di sentenze capitali poi sospese o commutate in ergastoli, in particolare per casi di terrorismo o di omicidio premeditato. È il primo caso di abolizione – non di sospensione – nel mondo arabo. La nuova legge specifica che i reati commessi prima dell’entrata in vigore del testo saranno punibili con l'ergastolo o con lavori forzati. I deputati del Movimento patriottico libero (Aoun) e di Hezbollah si sono ritirati dall'aula in segno di protesta, non tanto contro la legge, ma contro la sua “tempistica”. Secondo loro, l'abolizione della pena di morte prima di aver approvato un progetto di legge di amnistia generale – che prevede la riduzione dall'ergastolo a 17 anni di carcere – agevola gli accusati di attentati terroristici o contro l'esercito libanese, che potranno così beneficare di una doppia riduzione della pena: in pratica, dalla condanna a morte ai 17 anni di carcere. 
«Il Libano riacquista il suo ruolo pionieristico nella regione come difensore dei diritti umani», ha commentato il ministro della Giustizia Adel Nassar, sottolineando che i giudici libanesi non si troveranno più di fronte al «dilemma di dover decidere se porre fine o meno a una vita». 
La decisione è stata applaudita da diverse Ong internazionali. La direttrice regionale di Amnesty International ha parlato di «pietra miliare» e di una vittoria per i diritti umani in Libano. «Dopo oltre due decenni senza esecuzioni – ha aggiunto Heba Morayef – il passo odierno trasforma una precaria interruzione delle esecuzioni in una tutela legale e duratura che difende il diritto alla vita e allinea il Libano alla tendenza globale verso l'abolizione». Morayef ha precisato che per rendere irreversibile le decisione, le autorità libanesi devono ora ratificare il Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici. Anche Human Rights Watch ha accolto con favore il risultato del voto parlando di «un passo fondamentale per i diritti umani nel Paese e una netta rottura con una sentenza crudele e arbitraria». In Libano l'ultima esecuzione risale all'alba del 17 gennaio 2004, quando tre uomini condannati per omicidio furono mandati a morire, nonostante la mobilitazione degli attivisti per i diritti umani. Erano nel carcere di Roumieh. Secondo la Direzione delle carceri libanesi, 85 persone risultavano ancora nel braccio della morte all'inizio dell'anno. L'adozione della nuova legge è il risultato di un impegno costante da parte di varie organizzazioni abolizioniste locali, come l'Associazione libanese per i diritti civili (Lacr), la Campagna nazionale per l'abolizione della pena di morte in Libano e l'Associazione giustizia e misericordia (Ajem). Fino agli anni Novanta, era frequente la regola delle “esecuzioni parallele”. Per evitare l'accusa di discriminazione o favoritismo verso una comunità rispetto a un'altra, le autorità tendevano a raggruppare le esecuzioni. Venivano giustiziati contemporaneamente detenuti di fedi diverse per dimostrare che lo Stato applicava la giustizia in modo equo e “bilanciato” tra cristiani e musulmani. 
Il Libano si appresta quindi a diventare il 114esimo Paese ad abolire la pena di morte per tutti i reati. In totale, 145 Paesi nel mondo l'hanno abolita per legge o nella pratica, mentre 54 Paesi continuano a mantenerla.

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