Mafia, condanna definitiva a Lauretta per le minacce a Borrometi
di Redazione
Venerando Lauretta dovrà scontare la pena definitiva a 1 anno e 3 mesi per le minacce rivolte al giornalista Paolo Borrometi, aggravate dal metodo mafioso

Si era reso irreperibile da prima di Natale, ma gli agenti della Squadra mobile di Ragusa e del Commissariato di Polizia di Vittoria lo hanno individuato in una abitazione di Vittoria nel Ragusano e lo hanno tratto in arresto. Si tratta del 56enne Venerando Lauretta, che dovrà scontare la pena definitiva a 1 anno e 3 mesi per le minacce rivolte al giornalista Paolo Borrometi. Minacce aggravate oltre che dal metodo mafioso, anche dalla continuità e dalla recidiva. In appello la pena di primo grado era stata rimodulata da 1 anno e 6 mesi a 1 anno e tre mesi. Lauretta venne rinviato a giudizio su richiesta della Procura distrettuale antimafia perché su Facebook aveva scritto a Borrometi: «Il tuo cuore verrà messo nella padella. E dopo me lo mangerò, capito...», seguito da una serie di minacce di morte. I messaggi erano una reazione ad alcuni articoli pubblicati sul sito di inchiesta giornalistica "La Spia", diretto da Borrometi, che indicavano in Lauretta il socio occulto di un box al mercato ortofrutticolo di Vittoria. Le successive indagini portarono alla chiusura del box in questione. Nel processo, la Federazione nazionale della stampa e l'Ordine nazionale e regionale dei giornalisti si erano costituite parte civile. La sentenza di primo grado venne pronunciata dal Tribunale collegiale di Ragusa nel 2018; condannò Lauretta a 1 anno e 6 mesi. A maggio del 2023 la sentenza di Appello confermò l'aggravante e rimodulò la pena a 1 anno e 3 mesi. La Cassazione aveva poi ha reso definitiva la condanna rigettando il ricorso.
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