Lorefice su Lampedusa: «I corpi dei migranti morti alzano la voce contro la disumanità»
di Redazione
L'omelia dell'arcivescovo di Palermo nella Messa crismale, dopo l'ennesima strage al largo dell'isola: «Restiamo accanto a quanti sono schiacciati da eventi implacabili»
«Corpi e vite dei poveri alzano la loro voce davanti a un mondo che sembra aver scelto la crudeltà e la disumanità come cifra della storia. I corpi dei 19 migranti morti al largo di Lampedusa e i 18 nel Mar Egeo di questi giorni. Restiamo accanto, con coraggio e con determinazione. Restiamo accanto a quanti sono schiacciati, oltraggiati e distrutti da eventi implacabili, da guerre senza senso».
Ha usato queste parole oggi l'arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, vicepresidente della Conferenza episcopale siciliana, con delega alle migrazioni, nella sua omelia per la Messa crismale. «Accompagniamo i poveri sulla via della giustizia. Perché solo con loro, accanto a loro siamo dalla parte giusta della storia, la parte del Regno, la parte delle Beatitudini».
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