Lega, raccolta di firme contro il capogruppo al Senato Romeo
di Redazione
Tornano le tensioni dentro al Carroccio. L'obiettivo dei parlamentari fedeli a Salvini è quello di far dimettere il presidente dei senatori prima dell'assemblea del gruppo. Ma il dissidente tira dritto. L'ex ministro Garavaglia: forse non c'è la voglia di unire il partito
Nella Lega tiene ancora banco il caso Romeo. Con una raccolta firme, infatti, i parlamentari del Carroccio si sono detti a favore della sfiducia del capogruppo a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo. «Decideranno i senatori» aveva detto Matteo Salvini e la maggior parte di loro l'ha fatto. Quasi tutti i 29 leghisti al Senato hanno firmato (con l'esclusione dello stesso Romeo, di Salvini e di qualche assente) per chiedere un passo indietro a Romeo che, insieme al governatore lombardo Attilio Fontana, si era esposto più di tutti nel denunciare il calo di consensi nel partito e nel mettere in discussione la leadership dello stesso vicepremier.
L'intento della raccolta firme è quello di spingere Romeo a dimettersi prima, per non arrivare a un'assemblea di gruppo da sfiduciato. Offerta a cui Romeo ha risposto picche, dicendosi pronto a resistere. Su Romeo pesa anche il sostegno dato a Massimo Garavaglia nella sfida a Salvini come segretario. Dieci giorni fa, al congresso straordinario, l'ex ministro e amico di Giancarlo Giorgetti ha raccolto il 24% dei voti certificando la nascita di una minoranza, ricevendo però l'invito di Salvini a entrare nella nuova squadra.
Lo stesso Garavaglia è parso contrariato. «Prendo atto con rammarico della raccolta firme - denuncia -. Evidentemente non c'è la volontà di unire come mi sembrava fosse emerso dal congresso, ma di spaccare tutto e allargare il divario di posizioni». A questo punto per Garavaglia, che non ha firmato contro Romeo, potrebbe diventare più difficile un ingresso nella segreteria politica.
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