Le donne lavorano quasi 10 anni in meno degli uomini
di Redazione
Nonostante la durata della vita lavorativa in Italia negli ultimi 10 anni sia cresciuta in modo consistente, le lavoratrici restano ancora indietro con tutto ciò che ne consegue per la pensione
La durata della vita lavorativa dal 2015 in Italia è cresciuta in modo consistente, da 30,7 a 32,8 anni in media, considerando sia gli uomini che le donne, ma nel 2024 è scesa rispetto al 2023 quando si contavano 32,9 anni. Restiamo indietro però rispetto alla media Ue, passata nello stesso periodo di circa 10 anni da 34,9 a 37,2 anni. Il tasto più dolente dei dati Eurostat è però quello delle donne: nonostante la crescita di circa due anni e mezzo tra il 2015 e il 2024 la distanza con l'Ue si è ampliata, passando dai 6,6 anni a 6,8 anni di differenza. Per le donne in Ue la durata media lavorativa attesa per le ragazze è di 35 anni, in Italia invece ci fermiamo a 28,2: la media più bassa tra i 27 Paesi membri e quasi 10 anni in meno rispetto agli uomini connazionali, che lavorano mediamente 37,2 anni: poco meno rispetto alla media maschile nel resto dell'Ue (39,2 anni). Questo fa dell'Italia il Paese con il più ampio divario di genere.
Pesa sulla media il ritiro dal lavoro per dedicarsi alla cura della famiglia, i bassi salari e la scarsità, soprattutto in alcune aree di servizi adeguati per la famiglia, i bambini e gli anziani. In Germania le ragazze hanno un'attesa di vita lavorativa di quasi 10 anni superiore alle ragazze in Italia mentre in Francia l'attesa è più alta di oltre sette anni. In Danimarca, anche grazie al largo utilizzo del part time, le donne si possono aspettare di lavorare 40,7 anni e in Olanda addirittura 41,8. In quest'ultimo Paese la media della durata della vita lavorativa tra uomini e donne è di 43,8 anni. Se si allunga lo sguardo alle quindicenni del 2000, le attuali quarantenni, la durata della vita lavorativa in Italia attesa era molto più bassa con 21,9 anni, oltre sei anni in meno di ora ma in Germania nello stesso periodo la vita lavorativa attesa per le femmine è cresciuta di oltre sette anni.
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