L'appello di 400 milionari: «Tasse ai super ricchi»
La lettera in occasione del World Economic Forum, con un sondaggio che ha coinvolto 3.900 milionari: il 77% pensa che i super ricchi esercitino un’eccessiva influenza politica

«Quando anche i milionari, come noi, riconoscono che la ricchezza estrema va a detrimento di tutti gli altri, non c'è dubbio che la società stia pericolosamente vacillando sull'orlo del precipizio. Siamo stanchi di assistere a tutto ciò. Dobbiamo mobilitarci per le nostre democrazie, le nostre comunità, il nostro futuro», lo hanno scritto quasi 400 milionari di 24 Paesi – tra cui Mark Ruffalo, Brian Eno e Abigail Disney - che hanno firmato una lettera aperta “Time To Win”, indirizzata ai leader mondiali riuniti a Davos, ribadendo la loro richiesta di aumentare la tassazione sui più ricchi e contrastare l'attuale enorme concentrazione di ricchezza.
L'appello è stato coordinato da Patriotic Millionaires International, Oxfam e Millionaires for Humanity, e arriva a pochi giorni dalla diffusione del nuovo report sulle disuguaglianze, che certifica un ulteriore record nella concentrazione di denaro. Tra le altre cose, i nuovi dati appena diffusi mostrano quanto cospicuo sia stato il travaso di ricchezza dal settore pubblico a quello privato negli ultimi 50 anni. «Lo scorso anno l’aumento della ricchezza dei miliardari è stato senza precedenti e oggi ai super ricchi viene concesso totale campo libero. – ha commentato Amitabh Behar, direttore esecutivo di Oxfam International -. È oltre ogni comprensione che l’1% più ricco possieda oggi una quantità di ricchezza privata tre volte superiore a quella pubblica mondiale, un divario insensato. I governi devono invertire questa tendenza suicida e dare priorità al contrasto delle disuguaglianze, inclusa una maggiore tassazione dei grandi patrimoni».
La lettera è stata accompagnata da un sondaggio condotto da Survation per conto di Patriotic Millonaires International e pubblicato in occasione del meeting annuale del World Economic Forum. Sono stati intervistati 3.900 milionari nei Paesi del G20. Il 77% pensa che i super ricchi esercitino un’eccessiva influenza politica, mentre il 71% è convinto che la ricchezza estrema possa essere utilizzata per condizionare in modo significativo le elezioni. Sei milionari su dieci dei Paesi del G20 ritengono che la presidenza Trump stia avendo un impatto negativo sulla stabilità economica globale e sulle condizioni di vita della gente comune. Ben l'82% ritiene che dovrebbe esserci un limite ai finanziamenti che politici e partiti possono ricevere da individui. Per il 62% la ricchezza estrema costituisce una minaccia per la democrazia, mentre per sei su 10 impedisce alle persone comuni di vivere una vita dignitosa e compromette la fiducia sociale. Il 69% è convinto che l'influenza dei super ricchi sui politici impedisca azioni efficaci di contrasto alle disuguaglianze e solo il 17% degli intervistati è contrario a un aumento delle tasse sui più ricchi, per investire nei servizi pubblici e affrontare la crisi del costo della vita, contro un 65% che è favorevole senza se e senza ma.
«Gli americani affrontano oggi la sfida di un presidente fuori controllo che asserisce che l’unico limite al suo potere è rappresentato dalla sua moralità. – ha dichiarato Mark Ruffalo, attore e regista statunitense –. Ma Donald Trump e la minaccia unica che rappresenta per la democrazia americana non sono nati dall’oggi al domani. L’estrema disuguaglianza ha favorito la sua ascesa ed è alla radice della deriva autoritaria che stiamo vivendo negli Stati Uniti e in altre parti del mondo. Se i leader riuniti a Davos prendono davvero sul serio l’attacco alla democrazia e allo stato di diritto, devono affrontare il problema dell’estrema concentrazione della ricchezza. Tassare persone ricche come me è la strada da intraprendere».
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