Guardate questi volti. Poi chiedetevi perché nessuno parla

L'ultima strage di Lampedusa, raccontata nel video che pubblichiamo, ripropone le immagini di tante vie crucis del mare dimenticate, in cui affiorano i volti distrutti dei vivi a fianco delle bare in legno dei morti. Bisogna avere la forza di aprire gli occhi e di rompere il silenzio d'omertà, che accomuna l'Italia all'Europa
April 1, 2026
Guardate questi volti. Poi chiedetevi perché nessuno parla
I cadaveri portati a riva dai soccorritori a Lampedusa / Ansa
Guardate questi volti, per favore. Guardateli. Parlano da soli. Una ragazza viene accompagnata dai volontari: intorno ha una coperta grigia, è spaventata e ha freddo. A Lampedusa questa mattina non era ancora primavera, persino i mezzi della Guardia costiera avanzavano a fatica. Una donna all’improvviso si accascia, cade a terra, come svenuta: viene sorretta da tre persone. Guardate i volti dei volontari: uno di loro ha le lacrime agli occhi, porta in braccio un bambino. Tutti corrono, la vita che sopravvive alla morte è in quei fremiti, negli sguardi allucinati di chi soccorre e di chi è soccorso.
A un certo punto, vengono adagiati i cadaveri, in enormi sacchi bianchi. Affiorano le bare, triste ricordo delle stragi del mare, quando venivano accatastate qui sull’isola. Accadde anche a Cutro, nel palazzetto, più di tre anni fa. Si muore partendo dalla Libia come in questo caso, dalla Tunisia, come è accaduto in settimana, si muore nell’Egeo. Sono tante vie crucis dimenticate: si cade e non ci si rialza più, in questa globalizzazione dell’indifferenza.
Riguardate questo minuto e mezzo di video, il via vai frenetico sul molo. Poi chiedetevi cosa si è visto, negli ultimi anni, di questi drammatici salvataggi, dove i vivi si recuperano a fianco ai morti. A recriminare sono le solite voci, quelle delle organizzazioni non governative e di una parte delle opposizioni. Non troverete altro. Né commenti scandalizzati, né indignazione. Tace il governo italiano, che pure ha avuto l’ardire di chiamare Cutro un decreto che non ha ridotto (anzi ha accresciuto) i morti in mare. Tace l’Europa che si appresta a normalizzare di fatto il giro di vite sulle frontiere, sguarnendo di mezzi e di volontari il Mediterraneo. Non ci restano che i nostri occhi, per scorgere da lontano questo dolore silenzioso e impotente. Sempre che si voglia guardare, ovviamente.

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