Dario e Giovanna sono tornati dalle vacanze in una bara. Quanto costa la follia sulla strada

I coniugi di Nocera Superiore sono stati travolti mentre andavano al mare da un automobilista positivo ad alcol e droga. La oro fine diventa un appello alla responsabilità: sulle strade la prudenza non è un limite alla libertà, ma il primo dovere verso la vita degli altri
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August 25, 2026
Quel che resta di un'auto dopo un incidente stradale / ANSA
Quel che resta di un'auto dopo un incidente stradale / ANSA
Il mondo non è mio. Non vivo nella giungla. Non posso fare sempre quello che voglio, quando voglio, come meglio credo. Ci siamo dati delle regole per poter convivere? Vanno rispettate. Per il bene di me stesso e di coloro che mi amano debbo essere padrone delle mie azioni, mantenendo la lucidità mentale soprattutto quando sto alla guida della mia auto o nel pieno esercizio delle mie funzioni. Non posso – non debbo - ubriacarmi, non posso – non debbo - drogarmi. Ma se, testardo e incosciente, voglio farlo, la società mi chiede almeno di starmene buono buono a casa. Non posso mettere a repentaglio la vita altrui per i miei irresponsabili modi di fare. Ciò che prendo in più per me e non mi spetta lo sto rubando a te. Vale in ogni campo. Erano partiti da Nocera Superiore, nel Salernitano, per il Salento. Una vacanza breve come per la maggior parte degli italiani, quella di Dario, 51 anni, e Giovanna, 47 anni. Si spostavano con una Fiat Panda. Erano felici. Quest’ estate è stata, e continua a essere, terribilmente calda e afosa. Laggiù, dove la meravigliosa Puglia si fa penisola, si sta bene. Hanno dovuto dire addio alla vita in modo tragico. Un uomo di una decina di anni in meno di loro, con la sua Mercedes ha invaso la loro corsia. Uno scontro frontale. L’impatto è stato devastante. Ai controlli, questa persona è stata trovata positiva all’alcol e alle sostanze stupefacenti. Mi chiedo come sia possibile fingere di ignorare che il proprio comportamento, egoista e stupido, possa seminare sofferenza e morte. Come sia ancora possibile, dopo le tante lugubri notizie che ci vengono centellinate ogni giorno, passare dalla vacanza al mare a una cella in carcere. Come sia possibile trascinare dietro la propria follia decine di persone che vogliono bene a te e a chi ha avuto la sventura di incontrarti sul proprio cammino.
Ci sono delle virtù che sembrano desuete ma che non escono mai di moda. Tra queste, la prudenza occupa uno dei primi posti. Metterla in pratica vuol dire evitare di fare e farsi male. Una vera amica, la prudenza. Ti avverte prima di quello che avverrà dopo se non ascolti i suoi consigli. Basta poco per poter entrare in dialogare con lei. Sono certo che l’uomo che ha provocato la morte dei coniugi campani, passata l’euforia, stia piangendo lacrime amare sulla propria condotta. Sono certo che sta ripetendo parole già sentite centinaia di volte: «Se potessi tornare indietro…» Indietro non si torna, nemmeno di un istante solo. Lo imparammo fin da bambini. Si guarda avanti. Si progetta, si programma, si cammina, si corre, si vola, ma sempre in avanti. Grazie a Dio, a tanti guai, possiamo porre rimedio. Le ferite possono essere curate, le auto potranno essere riparate, le case ricostruite. Alla morte, no, rimedio non ce n’ è per poterla richiamare in vita. Ed è terribile. Fa rabbia dover piangere due persone care perché qualcuno non ha fatto il proprio dovere. Nei giorni che verranno, per tante famiglie le ferie giungeranno a termine. Strade e autostrade torneranno a pullulare di automobili, motociclette, mezzi pesanti. Promettiamo a noi stessi e a chi ci ama che faremo di tutto per evitare agli altri le sofferenze che non vogliamo patire noi. Che nessuno abbia a piangere per colpa nostra. Che giunga a termine questa scia di sangue sulle nostre strade. Che la sapienza cristiana, o semplicemente umana, prenda il sopravvento in ognuno di noi. Partire per qualche giorno di svago e di riposo non è più un lusso, nel mondo in cui viviamo, tante volte diventa un dovere, per riprendere poi, con rinnovata lena, il tran-tran della vita. Fare ritorno dai propri cari, al proprio paese, in due bare di legno, fa male al cuore. Non aggiungiamo dolore inutile al tantissimo dolore che siamo costretti a subire nostro malgrado. Smettiamola di essere incoscienti. Se non vogliamo farlo per amore, facciamolo almeno per un sano senso di egoismo. 

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