La sofferenza c’è, enorme, diffusa, inesplorata attorno a noi e, Dio non voglia, dentro di noi. Ma pochissimi o nessuno la sa esplorare e raccontare. È una sofferenza senza parole perché scomoda...
Serve adattarsi con creatività, evitando che paura o depressione ci assalgano e abbiano la meglio. Ci è data l’occasione di misurare la vita secondo la possibilità di darle significato
Si può pensare che, come la donna del selfie, l’umanità abbia tenuto poco conto delle sue fragilità e dei suoi limiti, e senza rendersene pienamente conto si sia avventurata in una sfida a senso unico