Firenze, cittadini e studenti avviano il recupero di 30mila libri danneggiati dall'alluvione

L'iniziativa è della Biblioteca nazionale centrale e punta a una ricognizione di migliaia di miscellanee, attualmente conservate in un deposito esterno. Coinvolti anche il Comune, il liceo classico Michelangiolo e la biblioteca Canova Isolotto
May 6, 2026
Cittadini e studenti fanno squadra a Firenze per il recupero di 30mila volumi ancora inaccessibili, a 60 anni dall'alluvione del 1966 che sconvolse la città. L'iniziativa è della Biblioteca nazionale centrale, che ha organizzato il progetto insieme al liceo classico Michelangiolo, il Comune di Firenze e la biblioteca Canova Isolotto.
L'obiettivo è identificare e ricollocare le miscellanee - ovvero opuscoli, alcuni molto rari - che l'alluvione ha privato della loro segnatura, rendendole di fatto invisibili ai cataloghi. Il programma è biennale e il cuore del progetto risiede nella cooperazione, richiamando lo spirito dei cosiddetti "angeli del fango".
Oltre un milione di libri furono danneggiati dall'alluvione: ci furono criticità anche con gli inventari, i cataloghi a volume e a scheda, il vero "cuore" della biblioteca. Il 4 novembre 2026, giorno dell'anniversario, saranno anche presentati i risultati dei progetti della Biblioteca nazionale legati all'alluvione: verrà organizzato un seminario di studi. Adesso è in corso il recupero delle circa 30mila miscellanee alluvionate, attualmente conservate in un deposito esterno e non richiedibili: gli studenti del Michelangiolo, seguiti dai bibliotecari, stanno facendo una ricognizione del materiale e anche gli utenti della Canova stanno dando il loro contributo. L'obiettivo, è stato spiegato, è ampliare la platea dei volontari.

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