Università di Bergamo, si rafforza la filiera delle competenze
di Redazione
Cresce l'offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027: 19 corsi di laurea triennale, quattro a ciclo unico e 32 magistrali, 16 dottorati

L’Università degli studi di Bergamo rinnova il proprio impegno nell’offrire percorsi di studio innovativi e in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Cresce l’offerta formativa per l’anno accademico 2026/2027: 71 percorsi di studio, suddivisi in 19 corsi di laurea triennale, quattro corsi di laurea a ciclo unico e 32 corsi di laurea magistrale, 16 corsi di dottorato sono i numeri dell’offerta formativa, che si arricchisce di tre nuovi corsi di laurea e di una ridenominazione di corso magistrale.
Tra le novità figurano il corso di laurea magistrale in Psicologia della salute nei contesti sociali, organizzativi e di comunità, il corso di laurea magistrale in Finanza, banche e gestione dei patrimoni e il corso di laurea magistrale interdipartimentale in Ingegneria delle tecnologie per la sostenibilità energetica e ambientale. A questi si aggiunge la ridenominazione della laurea magistrale in Management, Innovazione e Finanza, che diventa Management per l’innovazione di business. Inoltre, dal prossimo anno accademico il corso di laurea triennale in Scienze politiche e strategie globali, in collaborazione con l’Università Vita-Salute San Raffaele, sarà incardinato presso l'Ateneo di Bergamo.
L’offerta si amplia con due nuovi corsi di dottorato: Manufacturing Ecosystems Enabled by Intelligent Technologies e Intelligence Systems for Business Administration, dedicati rispettivamente ai sistemi manifatturieri intelligenti e all’integrazione tra data science, intelligenza artificiale e processi decisionali aziendali.
Accanto ai percorsi di laurea e dottorato, l’Ateneo rafforza anche l’offerta della Sdm-Scuola di Alta Formazione con nuovi percorsi dedicati alla formazione continua e all’alta specializzazione professionale: ai sei master di I livello, sette master di II livello e quattro corsi di perfezionamento già attivati, si aggiungono il master di I livello in Economia, gestione e innovazione in sanità e healthcare, il corso di perfezionamento Valutare l’idoneità genitoriale nei procedimenti minorili e civili con allegazioni di violenza e il corso in Risk Governance sanitaria.
L’Ateneo continua inoltre a investire nell’internazionalizzazione, ampliando le opportunità per i propri studenti con 19 accordi di doppio diploma con prestigiose università estere. Questi accordi consentono di conseguire un doppio titolo di laurea, riconosciuto sia in Italia sia all’estero. Inoltre, per chi non avesse la possibilità di trascorrere un periodo fuori dall’Italia, l’Università offre un’ampia gamma di esperienze internazionali, tra cui oltre 280 insegnamenti erogati in lingua estera, 12 corsi di laurea magistrale in lingua inglese, Winter e Summer School, Summer Business Program, il Programma Mercuri e, ultimi ma non per importanza, gli insegnamenti con didattica innovativa challenge-based e place-based che verranno introdotti dall’a.a. 2026/27 nell’ambito dell’Alleanza BAUHAUS4EU.
Tra i servizi dedicati agli studenti e alle future matricole, l’Ateneo introduce inoltre l’App The Faculty, uno strumento digitale gratuito pensato per supportare l’orientamento universitario, aiutando gli studenti ad autovalutarsi, prepararsi ai test di accesso e scegliere in modo consapevole il proprio percorso formativo.
«L’Università degli studi di Bergamo continua a investire in una filiera della formazione sempre più ampia, integrata e interdisciplinare, capace di accompagnare studenti, laureati e professionisti lungo tutto il percorso di crescita personale e professionale. Dalle lauree ai dottorati, fino ai master, ai corsi di perfezionamento e ai percorsi di alta formazione, l’obiettivo è costruire opportunità formative in grado di rispondere ai grandi cambiamenti contemporanei e alle nuove competenze richieste dal mondo del lavoro. La nuova offerta formativa nasce infatti dall’ascolto delle trasformazioni in atto nella società, nelle istituzioni e nei sistemi produttivi: in questa prospettiva, l’Ateneo rafforza il proprio ruolo non solo come luogo di formazione universitaria, ma come punto di riferimento per la formazione continua e permanente, consolidando il legame tra università, ricerca, imprese, professioni e territorio», conclude il rettore Sergio Cavalieri.
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