Concorsi pubblici nelle forze armate e dell'ordine

Attesi nuovi bandi per neodiplomati: dai volontari in ferma iniziale agli allievi finanzieri e alle Accademie militari. I consigli su requisiti, studio, quiz, prove fisiche e test
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October 16, 2026
Concorsi pubblici nelle forze armate e dell'ordine
Giovani impegnati in una prova per un concorso pubblico
L’autunno si preannuncia particolarmente interessante per i giovani che stanno valutando una carriera nelle forze armate e nelle forze di polizia. Nei prossimi mesi sono infatti attese nuove opportunità di reclutamento, rivolte a candidati con requisiti e livelli di istruzione differenti: dai Vfi-Volontari in ferma iniziale di Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare, fino agli allievi finanzieri. A dicembre, invece, l’attenzione dovrebbe concentrarsi sui concorsi per le Accademie, che consentono di intraprendere il percorso per diventare ufficiale di Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri. Si tratta di opportunità che continuano ad attirare migliaia di candidati e che, accanto alla prospettiva di una carriera stabile, richiedono però una preparazione molto articolata.
«Il primo errore che vediamo commettere ai candidati è aspettare la pubblicazione del bando per iniziare a prepararsi. Il bando è fondamentale per conoscere requisiti, prove e scadenze, ma una preparazione competitiva deve iniziare molto prima», spiega Loredana Siracusano, co-founder di Centro Studi Lambda ed esperta di concorsi pubblici.
Oltre 30mila candidature: “provare” non basta
La forte attrattività di questi concorsi si traduce anche in una selezione molto competitiva. Un esempio recente è il concorso per 4.400 allievi agenti della polizia di Stato, per il quale sono state presentate oltre 30mila domande. Alla prima prova si sono presentati circa 20mila candidati e più di 12mila non hanno raggiunto la sufficienza, venendo esclusi già nella fase iniziale.
«Pensare che ci siano molti posti disponibili e che quindi valga semplicemente la pena "provare" è un errore. La selezione è molto accurata, comincia dal primo quiz e prosegue con prove fisiche, accertamenti sanitari e valutazioni psicoattitudinali: ogni fase può diventare decisiva», afferma l’esperta.
Dai Vfi alle Accademie: opportunità e requisiti per partecipare
In linea generale, per i Vfi sono previsti cittadinanza italiana, dai 18 ai 24 anni non compiuti e almeno il diploma di scuola secondaria di primo grado; per gli allievi finanzieri è generalmente richiesto il diploma di scuola secondaria di secondo grado e un’età compresa tra 18 e 24 anni non compiuti, mentre, per l’accesso alle Accademie è normalmente necessario il diploma di scuola secondaria di secondo grado, anche conseguibile nell’anno indicato dal bando e un’età compresa tra i 17 e i 22 anni non compiuti.
«Non esiste un requisito standard valido per tutti i concorsi. Età, titolo di studio, idoneità fisica, requisiti psichici e attitudinali possono cambiare a seconda della procedura e anche da un anno all’altro. Per questo il bando ufficiale deve essere considerato l’unica fonte definitiva. Per chi sta valutando queste opportunità, dunque, il primo passo non è soltanto individuare il concorso al quale partecipare, ma verificare di possedere i requisiti e comprendere fin dall’inizio l’intero percorso selettivo», sottolinea Siracusano.
Non solo divisa: crescono le opportunità per chi ha competenze tecnologiche
Le forze armate e le forze di polizia non ricercano esclusivamente profili destinati ai ruoli operativi tradizionali. La trasformazione tecnologica sta aumentando la necessità di competenze specialistiche in settori come cybersecurity, informatica, telecomunicazioni, intelligence, gestione dei dati e sistemi tecnologici, oltre agli ambiti della logistica, della manutenzione, della sanità e dell’amministrazione.
«Le forze armate hanno sempre più bisogno di giovani capaci di lavorare con tecnologie avanzate. Possedere una preparazione tecnico-scientifica o digitale può rappresentare, quindi, un valore aggiunto nel costruire il proprio percorso professionale», afferma Siracusano.
Quiz, prove fisiche e test attitudinali: la preparazione deve essere completa
Il percorso cambia a seconda del concorso, ma generalmente può comprendere prove scritte a quiz, prove di efficienza fisica, accertamenti sanitari, test psicoattitudinali e colloqui, oltre a eventuali prove orali, scritte o specialistiche. Tutti questi elementi sono fondamentali, «non è sufficiente prepararsi bene per una singola prova, come ad esempio quella scritta, tralasciando il resto. Un candidato può ottenere un ottimo punteggio nei quiz e superare le prove fisiche, ma essere successivamente escluso per un requisito sanitario, una documentazione non corretta o una valutazione attitudinale negativa». Particolare attenzione merita proprio l’area psicoattitudinale, spesso sottovalutata dai candidati.
«Per arrivare preparati ai colloqui è utile esercitarsi a raccontare il proprio percorso, motivazioni, punti di forza e aree di miglioramento, imparando però a rispondere in modo spontaneo e coerente, senza cercare di fornire la "risposta giusta"», chiarisce.
Servono almeno sei mesi per costruire un percorso efficace
Secondo l’esperta è consigliabile iniziare la preparazione con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla prova, soprattutto per chi deve conciliare lo studio con scuola o lavoro. Per concorsi particolarmente articolati, come quelli per ufficiali e sottufficiali, può essere necessario iniziare ancora prima.
La preparazione dovrebbe partire da tre elementi: tempo a disposizione, caratteristiche del concorso e livello di partenza del candidato. Da qui è possibile costruire un programma che integri studio teorico, simulazioni, allenamento fisico e preparazione alle prove psicoattitudinali.
«Studiare tanto non significa necessariamente essere pronti. Una preparazione competitiva deve essere misurabile: bisogna fare simulazioni, analizzare gli errori, monitorare tempi e punteggi e correggere il programma quando i risultati non migliorano. Lo stesso principio vale per la preparazione fisica e per le prove attitudinali», aggiunge Siracusano.
Tre errori da evitare
1. Concentrare lo studio nelle poche settimane precedenti alla prova rende difficile colmare eventuali lacune e preparare adeguatamente tutte le fasi della selezione.
2. Preparare soltanto i quiz. La prova scritta è solo uno degli step: allenamento fisico, documentazione sanitaria, test psicoattitudinali e colloqui possono essere altrettanto determinanti.
3. Non verificare i propri progressi. Senza simulazioni e analisi degli errori è difficile capire se la preparazione sta realmente portando verso un livello competitivo.
«La strategia più efficace è monitorare i portali istituzionali, verificare i requisiti e conoscere le diverse fasi della selezione. Una preparazione anticipata permette di arrivare alla pubblicazione del bando con un vantaggio concreto: avere già iniziato a lavorare sulle competenze necessarie per affrontare la selezione». 
Una scelta professionale, non soltanto un “posto fisso”
«Negli ultimi anni abbiamo osservato un aumento delle candidature nelle aree in cui le opportunità occupazionali sono più limitate. È cambiata anche la motivazione di chi partecipa. In passato i ragazzi erano spinti soprattutto dal prestigio di indossare la divisa, oggi molti candidati vedono questi concorsi soprattutto come un’opportunità per ottenere stabilità economica e professionale. È una motivazione comprensibile, ma bisogna ricordare che entrare nelle forze armate o nelle forze di polizia non significa semplicemente ottenere un “posto fisso”. Sono professioni che richiedono responsabilità, disciplina, disponibilità al trasferimento, spirito di servizio e, in alcuni ruoli, l’esposizione a situazioni complesse e rischiose», conclude Siracusano.

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