Dl Ucraina, il governo incassa la fiducia (coi voti dei vannacciani)
di Redazione romana
Nel pomeriggio il voto sugli ordini del giorno. I futuristi chiedono alla maggioranza di votare i loro sullo stop alle armi a Kiev. Testi simili anche da M5s e Avs che però assicurano: non voteremo quelli degli uomini del generale
Come annunciato da Roberto Vannacci in mattinata la pattuglia di Futuro nazionale alla Camera non nega la fiducia al Governo sul decreto Ucraina (la prima su questo tema dall'insediamento dell'attuale esecutivo), che passa con 207 favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il testo approderà in Senato dal 24 al 26 febbraio, come annunciato dalla presidente di turno Licia Ronzulli. Nel pomeriggio è prevista la chiama per il voto sul decreto e sugli ordini del giorno tra cui i tre dei vannacciani che impegnano l'esecutivo a fermare l'invio di armi a Kiev e a desecretare l'elenco dei materiali bellici inviati alle autorità ucraine. Anche Avs e M5s hanno presentato odg simili, ma hanno già fatto sapere che non convergeranno su quelli dei futuristi. D'altro canto gli uomini del generale faranno lo stesso e chiedono al centrodestra di votare i loro.
La strategia di Vannacci è chiara: non precludersi la possibilità di dialogare con la maggioranza e non avvantaggiare il centrosinistra, come conferma anche Rossano Sasso nel punto stampa seguito al voto: «Futuro Nazionale oggi ha dimostrato di essere un interlocutore serio e attendibile per il centrodestra ma siamo coerenti, ribadiamo il nostro no a un decreto che invia ancora armi e soldi per Zelensky. Noi chiederemo ai deputati di centrodestra di votare il nostro ordine del giorno, vogliamo che quei soldi vengano utilizzati per la sicurezza degli italiani. Ogni giorno c'è una guerra che subiscono gli italiani, vorremmo un “decreto Italia” adesso.
Dall'opposizione è Riccardo Magi il più duro nel provocare l'esecutivo, che a suo dire «ha lasciato una porta aperta all'ingresso dei putiniani in maggioranza, altro che dimostrazione di maggiore responsabilità come ha detto ieri Crosetto. Un fatto inedito, visto che da oggi in maggioranza c'è chi si distingue e vota contro al sostegno all'Ucraina, che è un tema cruciale per la politica estera di un Paese».
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