Insegnante accusato di abusi, la diocesi di Padova: era già stato allontanato
di Redazione
L'uomo, che in passato aveva insegnato religione, è agli arresti domiciliari dopo le accuse di violenza sessuale aggravata. La Chiesa aveva già aperto un'indagine nel 2023 e lo aveva già rimosso da ogni ruolo a contatto con i ragazzi

Francesco Savine, ex professore di religione di 37 anni, è stato arrestato negli scorsi giorni ed è attualmente agli arresti domiciliari. L'accusa a suo carico è di violenza sessuale aggravata. Secondo le indagini, l'uomo avrebbe abusato almeno 7 ragazzini, tutti minorenni, tra il 2017 e il marzo di quest'anno. A fare scattare l'inchiesta è stato, circa due mesi fa, un 17enne che ha raccontato a un altro insegnante ciò che aveva subito. Per la famiglia del ragazzo che ha denunciato l'accaduto, l'ex insegnante era un amico stretto. Le verifiche hanno poi portato all'individuazione di altre vittime. Secondo gli investigatori, Savine aveva tessuto una "tela di relazioni" anche con genitori delle vittime e, "millantando ruoli di potere", riusciva a creare un "rapporto di confidenza estrema". Per lui la Procura ha chiesto e ottenuto dal Giudice delle Indagini preliminari la misura cautelare degli arresti domiciliari: al momento l'uomo si trova in custodia in una canonica di un Comune dell'hinterland padovano.
Immediata è stata la reazione della Diocesi di Padova. Il vescovo Claudio Cipolla esprime la forte amarezza della Chiesa di Padova per quanto sta emergendo dalle indagini e si fa vicino alle famiglie e ai minori coinvolti nella vicenda. Nella nota si specifica che il 37enne, già dal 2023, era stato allontanato dalla scuola in cui insegnava, con anche la rimozione formale dell'idoneità all'insegnamento della religione cattolica. Sempre nel 2023, il vescovo aveva deciso la sua esclusione da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale, a seguito di un'indagine canonica avviata a suo carico. La nota specifica inoltre che la presenza di Savine in una canonica di una parrocchia della Diocesi si deve esclusivamente alla scelta di un parroco, in violazione a un'indicazione formale in senso contrario da parte dell'ordinario diocesano.
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