Crans-Montana, la Svizzera rinuncia al rimborso delle spese mediche dei feriti
di Redazione
La conferma della decisione del governo elvetico e il plauso di Meloni: «Sono felice»
Il governo elvetico ha deciso di non chiedere il rimborso delle spese mediche sostenute per i ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri dopo la tragedia di Capodanno. Meloni: «Nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull'Italia». Tajani: «Un gesto di grande solidarietà». La Svizzera si farà carico delle spese mediche per curare i feriti italiani nell'incendio di Capodanno a Crans-Montana. Il governo elvetico ha deciso di «rinunciare a titolo eccezionale al rimborso» dei costi sostenuti per l'assistenza sanitaria dei ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri, per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di franchi. La decisione è stata comunicata oggi, 4 novembre, dal presidente della Confederazione Guy Parmelin alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell'immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite», ha spiegato Parmelin, illustrando la scelta dell'esecutivo. La premier ha accolto con soddisfazione la notizia: «Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull'Italia». In una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi, Meloni ha rinnovato la vicinanza del governo alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, sottolineando che l'esecutivo continuerà a stare loro accanto. «Ringrazio il presidente Parmelin per la sensibilità dimostrata. Questa decisione conferma la solidità del rapporto tra le nostre Nazioni», ha aggiunto. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la decisione, dopo aver ricevuto la comunicazione dal collega svizzero Ignazio Cassis. «È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano», ha scritto su X. E ha aggiunto: «Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante».
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