Corte dei Conti ricorre a Consulta su riforma sul danno erariale

di Redazione romana
La seconda sezione di appello ha fatto ricorso contro la legge approvata a gennaio, che ne ha riformato la funzionalità, sollevando profili di incostituzionalità sulla norma che riduce al 30% l'addebito dei danni nei confronti di funzionari incaricati di gestire soldi pubblici
April 27, 2026
La seconda sezione di appello della Corte dei Conti ha fatto ricorso contro la legge approvata a gennaio, che ne ha riformato la funzionalità, sollevando profili di incostituzionalità sulla norma che riduce al 30% l'addebito dei danni nei confronti di funzionari incaricati di gestire soldi pubblici. L'ordinanza, 80 pagine ricche di analisi giuridiche, ritiene «rilevante e non manifestamente infondata» l'incostituzionalità della norma in relazione a ben 11 articoli della nostra Costituzione. Il rinvio alla Consulta parte da una vicenda di mala sanità, relativa ad un paziente ridotto alla paralisi per un intervento neurologico sbagliato effettuato a Sestri Ponente.
Uno sviluppo accolto positivamente dal presidente dell'Associazione magistrati della Corte dei conti, Donato Centrone. «Condividiamo pienamente, nel merito e nel metodo - sottolinea -,  l'ordinanza n. 9/2026 della Sezione d'appello della Corte dei conti, che rimette alla Corte costituzionale la verifica sulla legittimità delle nuove norme sulla responsabilità amministrativa. La previsione di un tetto al risarcimento fino al 30% del danno e comunque non oltre il doppio della retribuzione o dell'indennità, sganciato dal pregiudizio effettivo riduce l'efficacia dell'azione di responsabilità e indebolisce un principio fondamentale: chi danneggia le casse pubbliche deve risponderne in modo adeguato». «Ancora più grave - prosegue Centrone - è l'effetto retroattivo, che incide su procedimenti in corso e su fatti risalenti. Non è un caso che altre pronunce, come quella della Sezione Puglia, abbiano già sollevato dubbi anche sulla nuova definizione di colpa grave e sui rischi di deresponsabilizzazione, persino in ambiti delicati come la sanità. Un chiarimento definitivo della Corte costituzionale è quanto mai necessario. L'efficacia dei controlli e la tutela delle risorse dei cittadini non possono essere indebolite». 

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