A Reggio Emilia l’ultimo saluto a Ruini. L'arcivescovo Morandi: «Grazie don Camillo per il tuo amore alla Chiesa italiana»

L'arcivescovo di Reggio Emilia-Guastalla ha presieduto l'ultimo rito esequiale del porporato emiliano. Successivamente la salma del cardinale è stata traslata a Dinazzano nel cimitero di famiglia
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June 19, 2026
A Reggio Emilia l’ultimo saluto a Ruini. L'arcivescovo Morandi: «Grazie don Camillo per il tuo amore alla Chiesa italiana»
Ieri in Duomo
a Reggio Emilia
un momento dalla Messa e rito esequiale
del cardinale Camillo Ruini.
Il funerale è stato presieduto dall’arcivescovo Giacomo Morandi
Il cardinale Camillo Ruini è tornato nella sua Chiesa d’origine, accolto dall’abbraccio affettuoso di una folla che questo pomeriggio si è radunata nella Cattedrale di Reggio Emilia e dal Sacro Tronco, l’antico Crocifisso di Sassuolo, la sua città di nascita. Ad accogliere il feretro sul presbiterio del Duomo, al mattino, c’erano l’arcivescovo Giacomo Morandi, il vicario generale monsignor Giovanni Rossi e coloro che si sono presi a cuore l’ultima stagione del porporato: tra loro l’assistente familiare Pierina e il vescovo di Tivoli e Palestrina Mauro Parmeggiani (che fu, tra l’altro, segretario di Ruini).
Alla liturgia di commiato hanno preso parte le autorità civili e militari, i sindaci di Reggio Emilia e di Sassuolo Marco Massari e Matteo Mesini e diverse personalità della politica. Tra loro l'ex premier Romano Prodi (presente già al funerale in San Pietro ieri) e l'ex ministro Graziano Delrio  Hanno concelebrato la Messa esequiale, oltre a Morandi e Parmeggiani, i pastori di origine reggiana Gianotti (Crema), Ghizzoni (Ravenna-Cervia), Rabitti (emerito di Ferrara-Comacchio) e il sassolese Monari (emerito di Brescia), poi Vezzoli (Fidenza), Mosciatti (Imola) e ancora i vescovi emeriti Camisasca (Reggio Emilia-Guastalla), Ambrosio (Piacenza-Bobbio) e Pizzi (Forlì-Bertinoro).
Nella sua omelia il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Giacomo Morandi ha dialogato con il cardinale dandogli del tu e ha ripreso il suo testamento spirituale: «Emerge con chiarezza, caro “don Camillo”, che la tua vita di fede, il tuo ministero sacerdotale ed episcopale, sono stati una risposta generosa e totale all’amore di Dio Padre. Ti sei realmente sentito amato dal Signore e hai posto la tua persona, con l’intelligenza che tutti in questi giorni ti hanno riconosciuto, a servizio del Signore e della sua Chiesa». E ancora: «Non si comprende la tua vita senza questo riferimento costante al Signore Gesù, che ha fedelmente accompagnato la tua vita e il tuo ministero. E in questa luce sei stato un testimone coraggioso della fede, intesa come relazione con il Signore». Morandi ha voluto ricordare anche le difficoltà che il porporato ha dovuto affrontare e le battaglie condotte senza paura, fin da studente liceale, per difendere la fede, «consapevole di come la vera, tragica povertà che può inocularsi nel cuore dell’uomo sia la perdita della fede, nell’ambito sia privato che pubblico» e che - citando il libro «C’è un dopo? La morte e la speranza» scritto da Ruini -«un cristianesimo intramondano ha ben poco valore, anzi è privo di senso. Senza la resurrezione, il messaggio della croce diventa disumano e offende la sapienza e la bontà di Dio». «Grazie “don Camillo” - così l’arcivescovo ha concluso l’omelia – per averci ricordato con la tua vita e la tua riflessione che la nostra speranza si fonda su quell’evento della morte e resurrezione di Cristo che ha cambiato radicalmente il corso della storia e del nostro cammino. Oggi ritorni alla tua Chiesa, dove tutto è iniziato, dove tanti volti amici ti accompagnano con la preghiera, con un grande affetto, con tanta gratitudine. E la nostra Chiesa ringrazia il Signore per il dono che sei stato e sei, per lei e per la Chiesa italiana». Al termine della liturgia di commiato la salma del cardinale è stata trasportata nel cimitero di Dinazzano (Reggio Emilia), ove si trova la tomba di famiglia.

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