Giovani francescani all'Europarlamento: «Come La Pira, costruiamo la pace»

L'iniziativa nasce dopo la presentazione alle istituzioni del proprio manifesto al termine di Francesco Live, il festival che ha riunito a Firenze circa 700 ragazzi da tutta Italia
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June 3, 2026
Giovani francescani all'Europarlamento: «Come La Pira, costruiamo la pace»
La sede del Parlamento europeo a Bruxelles / © European Union - EP Paul-Henri SPAAK building : © Association des Architectes du CIC: Vanden Bossche sprl, CRV s.A., CDG sprl, Studiegroep D. Bontinck
Chiedono politiche adeguate – «non privilegi» – difronte alla precarietà abitativa e lavorativa che colpisce le città, la creazione di un tavolo permanente interreligioso composto da giovani che coltivino una dimensione di pace e all’Europa indirizzano il monito a ritrovare un respiro mediterraneo, capace di generare nuovi equilibri mondiali. Assieme a un ripensamento delle proprie scelte difronte al riarmo, fenomeno «intellettualmente incomprensibile». Con queste istanze i circa 700 giovani della Gioventù francescana arrivati a Firenze da tutta Italia per il festival Francesco Live un mese fa si presentavano alle istituzioni cittadine e all’europarlamentare Dario Nardella, chiedendo loro uno «sguardo più ampio», per aprire «nuove vie di dialogo, cooperazione ed equilibrio nelle dinamiche mondiali, dove il limite dell’altro è una sfida e, come Francesco d’Assisi ci insegna, un’opportunità». Da qui nasce la decisione di portare la loro voce al Parlamento europeo di Bruxelles, dove oggi, 3 giugno, 15 rappresentati della famiglia francescana e della pastorale giovanile della diocesi di Firenze saranno ospiti, per incontrare eurodeputati, membri della Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea ed esponenti del dialogo interreligioso.
«La pace è l’unica opzione possibile: una scelta concreta e quotidiana che deve orientare le politiche pubbliche e le relazioni sociali», sostengono i giovani nel manifesto consegnato alle istituzioni, facendo eco alle parole di Giorgio La Pira, per il quale, nel «crinale» dell’era atomica, «la guerra è impossibile». «Il tempo è opportuno, il mondo brucia e non possiamo stare a guardare – continuano gli esponenti della Gifra –. Crediamo che il cambiamento richieda un’alleanza tra generazioni. Siamo pronti a fare la nostra parte, con responsabilità e impegno, ma abbiamo bisogno di istituzioni che siano coraggiose, lungimiranti e capaci di accompagnare i processi di trasformazione». Per loro, adesso, si apre la sfida di costruire nuovi ponti di dialogo su cui continuare poi a lavorare. «Porteremo il nostro stile e il nostro carisma – dice il rappresentante della Gifra Toscana Paolo Lamioni, tra i membri della delegazione – e testimonieremo quello che abbiamo vissuto a Firenze, consapevoli di avere davanti un’opportunità per accorciare le distanze tra i giovani e la politica e tornare a dare importanza al dialogo, sull’esempio di san Francesco e Giorgio La Pira». «Per noi francescani è importante portare nel cuore dell’Europa il pensiero dei giovani, ma anche educare i giovani a relazionarsi con le istituzioni in modo costruttivo e propositivo – spiega fra Matteo Brena, tra i coordinatori dell’iniziativa –; questo ci può aiutare poi a portare san Francesco nel cuore dell’Europa, luogo che di lui ha ancora bisogno».

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