«Ci benedica la vita!»: Rondine chiude “YouTopic Fest” con Jovanotti e il vescovo di Arezzo

Dal palco del suo concerto-testimonianza l’invito a monsignor Migliavacca del cantante, amico della Cittadella della Pace: «Vieni a benedirci!». Il “metodo-Rondine” – la composizione attraverso l’ascolto reciproco delle ferite nate dall’odio – vola verso l’edizione 2027 sulle parole per la pace
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June 8, 2026
«Ci benedica la vita!»: Rondine chiude “YouTopic Fest” con Jovanotti e il vescovo di Arezzo
Il vescovo di Arezzo Andrea Migliavacca con Lorenzo Jovanotti sul palco di Rondine (foto Lorenzo Pagliai)
La domanda è nell’aria già prima dell’inizio dello spettacolo: «Eccellenza, salirà sul palco? La vogliamo vedere cantare!». Il vescovo di Arezzo-Cortona-San Sepolcro Andrea Migliavacca ride con i cronisti arrivati domenica 7 giugno a Rondine-Cittadella della Pace per la festa conclusiva di YouTopic, il festival internazionale sul tema dell’inquietudine: «Se mi invitano canto, però per ora non l’ho previsto!».
Appena arriva, però, Lorenzo Jovanotti – ospite atteso per il gran finale, da tempo amico di Rondine –, lo vuole accanto a sé: «Vescovo!» lo chiama. «Benedica il popolo!», «ne abbiamo bisogno, di questi tempi. Vieni su!». «Ragazzi, è importante, mica capita tutti i giorni – spiega –. Nella gerarchia, sotto il Papa c’è il vescovo». È così che Migliavacca – se vogliamo, vescovo anche di Jovanotti, originario di Cortona – è salito sul palco dell’Arena di Janine, compagna di prigionia di Liliana Segre, spentasi nelle camere a gas, a cui è intitolato il grande prato di Rondine.
Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine, con Lorenzo Jovanotti
Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine, con Lorenzo Jovanotti
«A me piace dire queste parole come benedizione – afferma allora Migliavacca –: anzitutto ci benedica la vita», «quella che viene dalla grandezza dei cieli e quella che ci ritroviamo nel cuore». «Ci benedica la vita!», ripete davanti ai tanti arrivati per il concerto, a chi era presente anche nei giorni precedenti per il festival e agli studenti di Rondine, gli italiani di tutta Italia lì per il quarto anno di scuola superiore e quelli dei tanti Paesi in conflitto arrivati per incontrare e avviare nuovi processi con chi altrimenti avrebbero chiamato per sempre “nemico”. «E poi ci benedica tutto quello che nel nostro cuore è spiritualità, è interiorità, è ascolto, è silenzio», continua il vescovo. «Questa benedizione, che parte da Rondine, si estenda come un oceano e raggiunga tutto il mondo con il nome di “pace”. Sia questa la benedizione di tutti noi».
Jovanotti a Rondine domenica 6 giugno
Jovanotti a Rondine domenica 6 giugno
È questa l’immagine che arriva da “Destinazione Pace”, l’evento conclusivo della quattro giorni sul tema dell’inquietudine, che ha visto passare dal borgo aretino israeliani e palestinesi, ex brigatisti e parenti di vittime di attentati, esponenti di realtà impegnate per il disarmo e figure legate all’azienda Leonardo, istituzioni, ricercatori, giornalisti e scrittori incontratisi nel nome di una pace possibile. Film, libri e fumetti hanno accompagnato quei giorni.
Tra i tanti, quelli di Alessandro Perugini, in arte Pera Toons, e il libro “Parole inquiete” (edito da Ares) del presidente di Rondine Franco Vaccari, che editoriali pubblicati su Avvenire e per il quale, al festival, è stato registrato il tutto esaurito.
Il palco del concerto di chiusura di YouTopic Fest 2026
Il palco del concerto di chiusura di YouTopic Fest 2026
Jovanotti e Migliavacca si abbracciano, il vescovo scende dal palco e, dopo le parole di Folco Terzani e le canzoni di Lorenzo Tornaboni, Amara e Giovanni Caccamo, la festa continua. Con l’accompagnamento di Oida-Orchestra Instabile di Arezzo, diretta dal maestro Valter Sivilotti, e la conduzione di Eva Crosetta, si parla ancora di fiducia sulle note di “Mi fido di te” e di libertà, una delle «parole, quelle grosse», che Jovanotti sceglie per scrivere le sue canzoni. «Scopri che esite quando non c’è», dice l’artista, «è come l’aria», «come la luce», è il «valore laico più diffuso», una parola, ricorda, «usata – a volte – contro di noi», come nel caso delle dittature, che la «usano» «per negarla».
Un momento del concerto conclusivo di YouTopic Fest
Un momento del concerto conclusivo di YouTopic Fest
L’augurio del cantante allora fa eco a quello che il vescovo aveva affidato alla stampa pochi minuti prima: «Se una rondine non fa primavera – dice – sarebbe bello che questo format (il metodo messo a punto nella Cittadella, che insegna a trasformare i conflitti, ndr) si diffondesse e potesse creare tante rondini in giro per il mondo».
Tra chi è intervenuto prima di lui, ce ne sono alcune. Vengono dal Mali, dall’Azerbaigian e dall’Armenia, due Paesi, questi ultimi, per decenni in conflitto tra loro per il controllo della regione etnicamente mista del Karabakh.
Il colpo d'occhio del grande prato di Rondine la sera di domenica 6 (foto Irene Funghi)
Il colpo d'occhio del grande prato di Rondine la sera di domenica 6 (foto Irene Funghi)
Zohra è cresciuta da sfollata a Baku, capitale dell'Azerbaigian, «con il Karabakh dentro casa, non come un luogo che ho conosciuto ma come una memoria viva». Mentre Mariam, armena della stessa regione, chiamata Artsakh in armeno, racconta di essere di «quella generazione che ha visto e vissuto tre guerre», senza sapere, in realtà, cosa fossero, «finché non ho perso mio fratello, i miei amici, le persone che amavo, la casa, la patria».
Le crudeltà che hanno diviso i popoli non hanno impedito, come spiega Bernadette, giovane del Mali, di «condividere lo stesso spazio, la stessa musica, lo stesso respiro». È allora che, per loro, fare festa significa smettere «di essere quello che il mondo vede di noi, le nostre provenienze, le nostre differenze, i pregiudizi», per tornare ad essere «semplicemente persone».
È un gesto, il loro, più sovversivo di quello che sembra, da cui anche gli studenti italiani imparano cosa voglia dire dare spazio alla pace. Vuol dire, anche in Italia, come si è detto durante il festival, impegnarsi a decostruire il consenso che si crea attorno alla guerra, in un cammino che l’anno prossimo sarà segnato dall’anniversario dei 30 anni di Rondine, dove a YouTopic, dal 3 al 6 giugno 2027, si parlerà della responsabilità che passa dalla scelta del linguaggio con un’edizione dal titolo “I due lati delle parole. Tra-dire e fare pace”. Intanto, la raccolta fondi per sostenere la Cittadella e i giovani che ci arrivano continua, attraverso il portale Rete del Dono.

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