Cgil: si va verso le cento vertenze aperte al ministero per aziende in crisi
di Redazione
Il sindacato fa il punto delle vertenze aperte al ministero delle Imprese e del made in Italy a inizio anno: tavoli raddoppiati in due anni, più della metà dei casi riguarda il settore metalmeccanico
I tavoli di crisi e monitoraggio al ministero delle Imprese e del made in Italy sono più che raddoppiati negli ultimi due anni e si avvicinano a quota cento. Secondo i dati della Cgil, i tavoli aperti erano 96 a ottobre e coinvolgevano oltre 120 mila lavoratori, da allora almeno altri 2 sono stati aperti e altri sono in arrivo.
Due anni fa i tavoli ministeriali erano 49. Di recente le difficoltà si sono estese dall'industria al commercio e alla distribuzione, l'ultimo caso è quello di Woolrich, ancora in attesa di convocazione dopo che l'azienda ha dichiarato una perdita del 30% del fatturato e disposto il trasferimento a Torino di 139 lavoratori da Bologna e Milano. Un licenziamento collettivo mascherato, secondo i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.
La maggior parte dei tavoli di crisi, secondo l'analisi della Cgil di ottobre, è nel settore metalmeccanico dove si concentra più del 50% delle vertenze, a partire dalla siderurgia e l'automotive. Segue tutta la filiera di chimica, energia e sistema moda. Agli oltre 120mila lavoratori delle aziende al centro di confronti ministeriali, si aggiungono inoltre i tavoli di crisi a livello regionale e le chiusure che vengono semplicemente comunicate senza alcun confronto in sede istituzionale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi