I primi 50 anni di Radio Popolare
L'emittente festeggia mettendo i giovani al centro del palinsesto
Nei prossimi 50 anni i murales giallo, rosso e arancione fuori dalla sede di Radio Popolare a Milano avranno fatto in tempo a scolorire e a essere ripitturati innumerevoli volte. La sede stessa potrebbe non essere più quella. La città avrà probabilmente un volto nuovo, uno skyline più ricco, una popolazione più eterogenea. Il mondo del giornalismo avrà fatto in tempo a rivoluzionarsi ancora e ancora.
E questi sono solo una piccolissima parte dei cambiamenti che si può immaginare avvengano da qui al 2075, l’anno in cui Radio Popolare compirà 100 anni.
Registrata come testata al tribunale di Milano il 24 dicembre del 1975, la radio ha cominciato a trasmettere con continuità dal settembre dell’anno dopo e in questi 50 anni di storia ha già assistito a tanti cambiamenti e di altri è stata protagonista.
Nell’attesa di tagliare il traguardo del secolo di vita, in occasione dei suoi primi 50, Radio Popolare indice un concorso rivolto agli ascoltatori e alle ascoltatrici più giovani, ad autori e autrici, giornaliste e giornalisti che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data del 31 dicembre 2026.
La sfida, lanciata dalla radio per stimolare la creatività, la scrittura radiofonica e le competenze giornalistiche e autoriali di giovani under 35, è quella di fare uno sforzo di immaginazione e ideare una trasmissione che dovrà essere ambientata o collegata al 2075. In palio c’è un premio di 3.000 euro.
Il programma da progettare e presentare non ha vincoli di format: potrà essere una fiction o un reportage, un’audioserie o un mockumentary, un radiodramma o un game-show. Ma è imprescindibile per partecipare al concorso consegnare il proprio lavoro entro il 31 dicembre 2026.
In particolare, è obbligatorio caricare sul sito di Radio Popolare il titolo della trasmissione, la sinossi, la spiegazione dell’idea, del format scelto e del pubblico di riferimento. È possibile caricare anche l’audio della puntata pilota.
La giuria del concorso, di cui fanno parte scrittori, giornalisti, registi, cantautori e attori, sceglierà il lavoro vincitore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire





