I funerali di Marcus, il clochard morto solo e "accolto" dalla città

Il Comune di Bari ha chiesto ai cittadini di partecipare alle esequie dell'uomo morto in strada. E oggi la cappella del cimitero era gremita. L'arcivescovo Satriano: la comunità ha scelto di non lasciarlo solo
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July 8, 2026
I funerali di Marcus, il clochard morto solo e "accolto" dalla città
Un senza tetto su una panchina/ ANSA / CIRO FUSCO
È morto da solo in strada ma il Comune di Bari ha deciso di accompagnarlo durante il suo ultimo viaggio. Marius aveva 41 anni, come molti senza dimora aveva scelto la solitudine. Era seguito dai servizi sociali ma aveva sempre rifiutato di andare in un dormitorio, lacerandosi nel suo dolore. Nessun familiare si è fatto vivo e così ai funerali ci ha pensato l’amministrazione, chiedendo a tutta la città di partecipare. E l’appello non è caduto nel vuoto. La cappella del cimitero ieri mattina era gremita di volontari dell’associazione In.Con.Tra che conoscevano Marius ma anche di tante persone che non sapevano che faccia avesse. «Non basta commuoversi davanti a una vita spezzata. Occorre domandarci quante solitudini attraversano le nostre città» e offrire insieme cura e speranza ai più fragili. È una riflessione dai toni amari quella fatta dall’arcivescovo di Bari-Bitonto Giuseppe Satriano che ha mandato un messaggio alla cittadinanza. «Colpisce il gesto della città che oggi si raccoglie attorno a lui – ha sottolineato Satriano -. Se è vero che nessun familiare ha potuto accompagnarlo, è altrettanto vero che una comunità ha scelto di non lasciarlo solo. Questo ci ricorda che la fraternità non nasce dal sangue, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro un fratello affidato alla nostra responsabilità». L’arcivescovo ricordando il clochard invisibile ai più, morto lo scorso 3 luglio probabilmente per il caldo estremo che ha investito l’Italia, ha aggiunto che «nessuno può essere identificato soltanto con la sua ultima dimora, un marciapiede, o con le sue fragilità» e che ogni persona «rimane infinitamente più grande delle proprie cadute, perché porta impressa l’immagine di Dio».
L’assessore al Welfare Michelangelo Cavone, che in questi giorni ha seguito tutta la vicenda annunciando la decisione del Comune di organizzare e pagare il funerale, ha spiegato l’importanza dell’essere una comunità in questi momenti di estrema tristezza. «Siamo noi, oggi, la famiglia che non ha avuto o che ha perduto lungo il cammino – ha detto –. Questo è il giorno della comunità. Non serve solo a Marius, serve anche a ciascuno e ciascuna di noi, per ricordare che possiamo, dobbiamo fare di più, con ogni mezzo a disposizione. È difficile, ma abbiamo il dovere di provarci». Nelle prossime settimane, ha annunciato Cavone, verrà convocato un tavolo interistituzionale che coinvolgerà tutti gli enti preposti agli aiuti e alla presa in carico, non solo quelli sociali ma anche quelli sanitari, perché la visione del futuro deve essere una responsabilità collettiva. «Siamo chiamati a fare di più come comunità e come società per tutti i Marcus del mondo - ha aggiunto - prima che il dolore diventi insopportabile».

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