Emergenza Venezuela, la Chiesa italiana si mobilita: il 26 luglio la colletta nazionale

L'iniziativa della Cei con Caritas. Zuppi: «È un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà»
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July 9, 2026
Emergenza Venezuela, la Chiesa italiana si mobilita: il 26 luglio la colletta nazionale
Soccorritori e volontari tra le macerie del Venezuela
Il forte legame tra la Chiesa italiana e il Venezuela si concretizza ulteriormente con un gesto unitario. La presidenza della Cei «profondamente vicina alle sofferenze della popolazione venezuelana colpita il 24 giugno da terremoti di vaste proporzioni» ha indetto per domenica 26 luglio in tutte le chiese italiane la Colletta nazionale per il Venezuela indetta attraverso Caritas Italiana, sul cui sito www.caritas.it è reperibile la locandina per pubblicizzare e animare la giornata. «È un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà. Sarà anche un momento per esprimere, nella preghiera comune, la nostra vicinanza alle persone provate dalla tragedia», ha sottolineato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. La situazione dopo oltre due settimane nel Paese latino americano resta complessa e in divenire. Il bilancio ufficiale delle vittime ha superato i 3.811 morti accertati e i feriti sono oltre 16.740. Caritas Venezuela ha attivato sin da subito la propria rete di oltre 30.000 volontari e centinaia di parrocchie nelle aree più colpite come il Distretto della capitale Caracas  e soprattutto gli stati di La Guaira, Falcón, Carabobo, Yaracuy, Aragua, Miranda, Trujillo e Lara, dove numerosi edifici, abitazioni e infrastrutture pubbliche hanno subito gravi danni.
«Per rispondere ai bisogni materiali e spirituali, le offerte vanno convogliate attraverso i canali sicuri già attivati da Caritas Italiana, che è in contatto diretto con Caritas Venezuela per la risposta umanitaria e il coordinamento degli aiuti» ricorda don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, annunciando che, «nelle prossime settimane, una nostra delegazione si recherà nel Paese per rafforzare tutte le forme di collaborazione già avviate. La presenza capillare della Chiesa locale consente di raggiungere anche comunità difficili da intercettare, accompagnando le persone con aiuti concreti e con una prossimità che è parte essenziale della risposta».
Sul campo la situazione era già drammatica. «Il Venezuela viene da dieci anni di embargo - spiega Ettore Fusaro, responsabile emergenze di Caritas italiana – e il sisma ha peggiorato il quadro. Si sta già pensando a dove intervenire dopo la prima fase in aree come l'accoglienza, il supporto psicosociale e come attivare il recupero delle infrastrutture in particolare quelle idriche. La quantificazione del danno strutturale deve ancora avvenire, per il momento l'Onu stima che si aggiri sui 300 milioni di dollari». Gli interventi Caritas si concentrano in particolare sulla distribuzione di acqua potabile, beni alimentari, kit igienici, materiali di prima necessità, medicinali, supporto sanitario, psicologico e spirituale. Particolare attenzione viene riservata agli sfollati, alle famiglie con bambini, agli anziani, a quanti hanno patologie croniche e sono maggiormente vulnerabili. In una nota la Presidenza della Cei, nel ricordare che in questa fase è importante evitare iniziative isolate comprese le raccolte di beni materiali in Italia, invita a partecipare alla Colletta del 26 luglio: quanto raccolto sarà destinato a far fronte alle emergenze presenti e future. E sarà un gesto unitario che esprime in modo concreto l’abbraccio della Chiesa italiana a quella venezuelana.
Per contribuire agli interventi di Caritas Italiana si può donare online sul sito “Caritas.it”. Oppure sul c.c. postale n. 347013 o con bonifico bancario tramite: Banca Popolare Etica, Iban: IT24C0501803200000013331111; Banca Intesa Sanpaolo, Iban: IT66W0306909606100000012474; Banco Posta, Iban: IT91P07601 03200000000347013; UniCredit, Iban: IT88U0200805206000011063 119 (Causale: “Emergenza in Venezuela”).

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