
Intelligenza artificiale, futuro del lavoro, responsabilità dell’impresa e centralità della persona sono stati al centro del dialogo tra il cardinale Angelo Bagnasco e Benedetto Delle Site, presidente nazionale del Movimento Giovani Ucid-Unione cristiana imprenditori dirigenti, nell’ambito di CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale, ospitato presso la caserma “Salvo D’Acquisto” dell’Arma dei Carabinieri a Roma.
L’evento ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, Nato, Arma dei Carabinieri, Agenzie governative e protagonisti del mondo economico e tecnologico per un confronto sulla cybersecurity, l’intelligenza artificiale e la protezione delle infrastrutture strategiche del Paese. Nel corso del dialogo il cardinale Bagnasco ha richiamato la necessità che l’intelligenza artificiale rimanga al servizio dell’uomo, ponendo l’accento sulla centralità della persona di fronte alla crescente capacità della tecnologia di incidere sulla società e sul lavoro.
Delle Site ha sviluppato il tema nella prospettiva della Dottrina sociale della Chiesa: «La sicurezza digitale è ormai una dimensione del bene comune e la cybersicurezza deve diventare parte della responsabilità sociale dell’impresa. Quando un imprenditore protegge i propri sistemi non protegge semplicemente dei computer: protegge persone, lavoro, dati, risparmio, proprietà intellettuale e continuità produttiva». Una responsabilità particolarmente rilevante per il sistema produttivo italiano: «La sicurezza di una filiera dipende anche dalla sicurezza di ciascuno dei suoi anelli. In un Paese fondato su una rete diffusa di piccole e medie imprese, la vulnerabilità digitale di una singola azienda può diventare la vulnerabilità di un’intera catena produttiva».
Il presidente nazionale dei Giovani Ucid ha quindi collegato innovazione tecnologica, declino demografico e perdita di capitale umano, richiamando anche l’attenzione posta dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta sull’emigrazione dei giovani qualificati. «Senza giovani non c’è innovazione. E senza innovazione l’Italia rischia di perdere la competizione globale che si sta giocando proprio intorno alle nuove tecnologie. Se perdiamo i giovani perdiamo competenze; se perdiamo competenze perdiamo innovazione; e senza innovazione perdiamo competitività». Da qui la necessità di creare le condizioni per trattenere e attrarre talenti, anche perché «è proprio nell’intelligenza artificiale, nella cybersicurezza e nelle nuove tecnologie che nascerà una parte importante dei lavori qualificati del futuro». «Più cresce l’intelligenza delle macchine, più deve crescere la responsabilità dell’uomo – ha concluso Delle Site –. La tecnologia è un mezzo, la persona rimane il fine. Anche nel dominio digitale non difendiamo le macchine: difendiamo persone, libertà, lavoro e fiducia».
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