Askatasuna, 14 perquisizioni in tutta Italia e 19 misure cautelari richieste

Il 31 gennaio a Torino circa 500 antagonisti avevano raggiunto corso Regina Margherita, dove aveva sede il centro sociale sgomberato, e per due ore si erano verificati violenti scontri con le forze dell'ordine
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October 9, 2026
Dalle prime ore di questa mattina, la polizia di Stato di Torino sta eseguendo 14 perquisizioni domiciliari in diverse parti d'Italia nei confronti di militanti antagonisti nell'ambito delle indagini sui fatti avvenuti durante la manifestazione nazionale del 31 gennaio contro lo sgombero di Askatasuna. Le perquisizioni sono state delegate dall'autorità giudiziaria e nell'ambito dell'inchiesta il pubblico ministero ha richiesto 19 misure cautelari per reati che sarebbero stati commessi, a vario titolo, in occasione del corteo.
La giornata del 31 gennaio era iniziata nel primo pomeriggio con tre diversi concentramenti, nei pressi delle stazioni ferroviarie di Porta Nuova, Porta Susa e Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, dove si erano raggruppate diverse migliaia di persone, 20 mila secondo gli organizzatori provenienti da tutta Italia e anche dall'estero, che pacificamente in corteo avevano percorso le strade del capoluogo piemontese. Nel tardo pomeriggio, poi, circa 500 antagonisti, molti dei quali incappucciati, si erano staccati dal corteo principale senza seguire il percorso prestabilito, avevano raggiunto corso Regina Margherita, dove aveva sede il centro sociale sgomberato, e per due ore si erano verificati violenti scontri con le forze dell'ordine.
Gli agenti erano stati attaccati con razzi, bengala, bombe carta, pietre e bottiglie e i disordini erano proseguiti per circa due ore. Durante gli scontri, concentrati soprattutto nella zona di corso Regina Margherita, alcuni gruppi di manifestanti a volto coperto avevano incendiato cassonetti e un mezzo della polizia. Un agente, inoltre, era stato accerchiato e aggredito da un gruppo di antagonisti e colpito con un martello.

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