Appello per le Paralimpiadi: garantiamo Giochi sicuri e protetti
di Redazione
Il Cip, per voce del presidente Marco Giunio De Sanctis: «La vigilanza sarà aumentata»
Sicurezza, spostamenti, logistica. Sono questi gli argomenti principali sul tavolo in vista delle Paralimpiadi, al via venerdì con la Cerimonia d'Apertura organizzata all'Arena di Verona. La situazione in Medio Oriente viene «monitorata attentamente» dal Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) che punta a garantire «giochi sicuri, protetti e spettacolari».
Il Cip, tuttavia, per voce del presidente Marco Giunio De Sanctis in un'intervista all'Ansa, evidenzia i «danni evidenti e rilevanti» causati dall'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran. Da una parte c'è l'obbligo di garantire la «tutela di tutti» i partecipanti, ragione per cui la «vigilanza sarà aumentata» perché «la sicurezza è un problema serio»; dall'altra, non meno rilevante, c'è la paura, l'ansia e l'apprensione degli atleti, unita alla difficoltà di raggiungere l'Italia dall'Oriente del mondo, con il blocco aereo in scali strategici come quelli del Golfo. Molte nazionali - ma non tutte - si trovano però già in Europa per i ritiri e gli allenamenti, quindi il rischio flop sul numero dei partecipanti (665 totali) è quantomeno scongiurato.
Ma un'ipotesi è che tanti leader di Stato «decidano di non venire più», togliendo così visibilità e prestigio ai Giochi, potente simbolo di inclusione sociale per l'oltre miliardo di persone con disabilità nel mondo. È confermata la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per dare il via ai Giochi ma i suoi appuntamenti collaterali potrebbero subire variazioni in virtù delle possibili defezioni tra i vertici della politica internazionale. «Lo capisco, ma sarebbe ugualmente un grande peccato - dice De Sanctis -. Le Olimpiadi sono state un successo organizzativo e una festa per tutti. Le Paralimpiadi in Italia sono un'occasione unica e irripetibile per porre l'attenzione sui nostri temi».
I messaggi dell'Ipc restano cauti ma ottimisti, frutto di un lavoro costante con il comitato organizzatore e tutte le delegazioni coinvolte: «Continuiamo a raccogliere, confermare e valutare le informazioni disponibili. Pensiamo innanzitutto all'impatto sulle persone e il nostro pensiero va a coloro che sono stati colpiti. Stiamo valutando l'impatto sulle operazioni, in particolare sui viaggi, mantenendo al contempo un chiaro obiettivo di realizzare i migliori Giochi. Stiamo lavorando diligentemente con Milano Cortina 2026 per trovare soluzioni per le persone colpite».
De Sanctis «incita alla massima serenità» ma ammette che è «tutto molto difficile e complesso». Del resto non è la prima volta che ci si trova in una situazione di conflitto durante le Paralimpiadi. Quattro anni fa l'invasione dell'Ucraina da parte di Russia e Bielorussia, ora il raid sull'Iran che ha portato alla morte di Ali Khamenei e la successiva escalation di attacchi in Medio Oriente. «C'è una nuova violazione della Tregua Olimpica - rimarca il numero uno del Cip, che torna sulla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere le bandiere di Russia e Bielorussia -, quella per me resta una decisione sbagliata ma è un atto di democrazia». L'Ucraina intanto fa sapere che l'Ipc ha bocciato una loro divisa con la mappa del Paese prima della guerra poiché «contiene un messaggio politico».
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