Zelensky “arruola” il capo degli 007

Budanov nominato a guidare l'ufficio presidenziale al posto del dimissionario Yermak
January 2, 2026
Un “Buddha” al posto del “cardinale grigio”. Nel primo giorno lavorativo dell’anno Volodymyr Zelensky cerca di voltare pagina dopo le dimissioni a fine novembre del suo storico capo di gabinetto Andrij Yemak: l’avvocato 54enne ed ex produttore cinematografico ed amico di lunga data del presidente, a Kiev era considerato l’“eminenza grigia” ed il premier ombra fino a quando è stato coinvolto, sia pure indirettamente, nell’operazione Midas: un giro di tangenti per 100 milioni di dollari attorno società statale del nucleare Energoatom. Il nuovo capo di gabinetto, nominato ieri, è Kyrylo Budanov, sinora a capo del servizio di intelligence: 39 anni, ma già leggendario veterano della guerra in Crimea, divenuto generale a soli 35 anni, è molto riservato e all’apparenza imperturbabile a dispetto delle tre ferite di guerra subite – con il braccio destro rimasto irrigidito – e i più di dieci attentati a cui si dice sia scampato. Da qui il soprannome di “Buddhanov” sui media locali. Tuttavia la scelta di un militare esprime la necessità di un cambio di passo per l'Ucraina che, ha spiegato Zelensky su X nell’annunciare la nomina, necessita di maggiore attenzione per le «questioni di sicurezza», lo «sviluppo delle Forze di difesa» oltre che al «percorso diplomatico dei negoziati». A capo dell’intelligence subentrerà Oleh Ivashchenko. A suggellare la svolta, di fronte a una opinione pubblica sempre più insofferente verso corruzione e i repentini “rimpasti” di governo – ieri pure l’annuncio del cambio dopo solo sei mesi al ministero della Difesa, offerto a Mikhailo Fedorov – Zelensky ha pure annunciato un disegno di legge presidenziale sarà presentato «senza indugio» alla Rada per rinnovare l’Ufficio investigativo di Stato.
Il 6 gennaio a Parigi, per il vertice dei Volenterosi, il prossimo appuntamento diplomatico in cui Budanov dovrebbe fare il suo esordio internazionale. Ma intanto quello che prosegue sul terreno è la guerra. Il raid areo su una palazzina residenziale di 5 piani a Kharkiv, completamente raso al suolo, sembra essere la ritorsione russa alla strage di capodanno (sono salite ieri a 28 le vittime, tra cui due bambini) a Kherson, in territorio occupato dai russi. Almeno 25 i feriti, tra cui un neonato, ieri a Kharkiv secondo le autorità locali. Questo l’episodio più grave nell’ennesima giornata dedicata alla guerra dei droni tra Ucraina e Russia. L’altra notte le forze di difesa aerea ucraine hanno dichiarato di aver distrutto 86 dei 116 droni lanciati dalla Russia. Nel mirino pure la regione di Zaporizhzhia dove i russi hanno sferrato 737 attacchi in 24 ore. Due i feriti in seguito agli attacchi nei distretti di Zaporizhzhia e Polohiv. Fra i bilanci del 2025 appena concluso quello dell’Institute for the study of war (Isw), con sede negli Usa, afferma che i russi hanno conquistato oltre 5.600 chilometri quadrati, più che nel 2023 e 2024 messi insieme, pari allo 0,94% del territorio ucraino.
Si continua a combattere, anche per sabotare i negoziati. Dopo lo scambio di accuse sul presunto attacco ucrano alla dacia di Putin a Volgorod il 31 dicembre l’intelligence ucraina è in allerta. Mosca cerca una “false flag” per sabotare i negoziati il 7 gennaio, giorno del natale ortodosso.

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