Violenza sessuale: ddl Bongiorno con inasprimento delle sanzioni sarà il testo base
La commissione Giustizia di Palazzo Madama ha votato, con il solo consenso della maggioranza, la nuova riformulazione del ddl stupri che aumenta le pene fino a 13 anni

Il testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale sarà quello proposto da Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento e senatrice della Lega, nella nuova versione che aumenta le sanzioni. Così ha deciso la commissione Giustizia del Senato che ha votato per l'adozione del testo base. A favore ha votato il centrodestra (12 voti), contrarie tutte le opposizioni (Pd, M5s, Italia viva e Avs, che si ferma però a 10 voti). La proposta Bongiorno, al centro di forti polemiche, ha modificato il testo approvato all'unanimità alla Camera nel novembre scorso, introducendo la "volontà contraria" a un rapporto sessuale, e non più il "consenso libero e attuale" che, se manca, definisce il reato di violenza. Previsto, inoltre, un aumento delle sanzioni da 7 a 13 anni di reclusione nei casi di atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima. Questi ultimi aspetti sono stati aggiunti nella riformulazione presentata oggi dalla relatrice (nella prima versione, le pene erano di 6-12 anni nel primo caso e di 4-10 nel secondo). «Posso dire in maniera chiara e categorica che il patto era per mettere al centro di questa legge la volontà della donna, patto stra-rispettato. E secondo me questo testo fa un passo avanti rispetto a quello della Camera», replica la presidente della commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, al j'accuse delle opposizioni sul nuovo testo sulla violenza sessuale, a proposito del patto Meloni- Schlein siglato a Montecitorio dove il ddl era stato approvato all'unanimità. Per i dem invece «si tratta di una grande occasione persa, che farà compiere un grave passo indietro al nostro ordinamento», visto che nonostante il testo dell'emendamento sia stato scritto da una donna è «dettato dal patriarcato».
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