Venezuela, estratto vivo un uomo dalle macerie. Si spera per un bimbo di 9 anni

L'uomo è una guardia di sicurezza di 43 anni, rimasto intrappolato per 8 giorni sotto i resti di un edificio di sette piani a Catia La Mar. A Caraballeda, i soccorritori sono a lavoro per estrarre il piccolo superstite. Il bilancio delle vittime intanto sale a 2.595
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July 3, 2026
A otto giorni dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno causato quasi 2.600 vittime e migliaia di dispersi, giovedì un uomo di 43 anni è stato estratto vivo dalle macerie dai soccorritori a Catia La Mar, nello stato settentrionale di La Guaira, in Venezuela. Il salvataggio è il frutto di un'operazione estenuante, iniziata lunedì scorso, e che ha coinvolto squadre provenienti da sette Paesi diversi. Hernan Gil, l'uomo sopravvissuto, una guardia di sicurezza, è stato trasportato su una barella fuori dalle rovine dell'edificio di sette piani in cui era rimasto intrappolato. «È davvero un miracolo», ha detto la moglie, Gusbimar Gonzalez, travolta dall'emozione.
I soccorritori, intanato, sono impegnati in una corsa contro il tempo per salvare anche Fabio, un bambino di nove anni rimasto intrappolato sotto le macerie di un edificio crollato a Caraballeda, sempre nello Stato venezuelano di La Guaira. Secondo la Protezione civile, il piccolo si trova a circa sei metri dalle squadre di soccorso, composte anche da specialisti provenienti da Argentina ed El Salvador. Le operazioni di recupero, avviate nella tarda serata di ieri, procedono con estrema cautela a causa dell'instabilità della struttura, che è stata puntellata per consentire l'avanzamento dei soccorritori. Per un militare impegnato nelle operazioni, il bambino potrebbe trovarsi accanto al corpo della madre, mentre i soccorritori non escludono la presenza di altri superstiti.
Il numero delle vittime del terremoto per ora è salito a 2.595. Un dato reso noto dalla presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez durante una conferenza stampa, in cui ha annunciato anche che non è prevista la realizzazione di fosse comuni, perché migliaia di persone risultano ancora disperse.

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