Vaccini in calo: mai così tanti casi di pertosse e morbillo (anche in Europa)

L'allarme di Oms, Ue e Unicef. Le cause? Scarsa consapevolezza, disinformazione e sfiducia nelle immunizzazioni o nelle autorità sanitarie
April 20, 2026
Vaccini in calo: mai così tanti casi di pertosse e morbillo (anche in Europa)
Un bambino si sottopone ad una vaccinazione in un ospedale italiano
Di certo i messaggi allarmistici (e falsi) nei confronti dei vaccini, veicolati nei social anche da autorevoli leader internazionali, Italia compresa, non hanno aiutato. Perché se è vero che la Regione europea dell'Oms (che, oltre all'Europa, comprende anche l'Asia Centrale) «è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002», e che, dal «2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%», è anche vero che come conseguenza del recente calo delle coperture vaccinali, nel 2024 «sono stati segnalati oltre 298 mila casi di pertosse, il numero più alto mai registrato. Nello stesso anno, i casi di morbillo hanno superato i 127 mila, il numero più alto degli ultimi 27 anni». L'allarme è contenuto in una nota congiunta della Commissione europea, dell'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e dell'Ufficio regionale per l'Europa e l'Asia dell'Unicef, in occasione della Settimana europea dell'immunizzazione che si celebra fino a sabato 25.
Il calo potrebbe avere diverse ragioni, spiegano le organizzazioni. Di certo, «parte di questo fenomeno può essere attribuito alla scarsa consapevolezza, alla disinformazione e alla sfiducia nei vaccini o nelle autorità sanitarie». La responsabilità non è tutta dei cittadini: «Questi focolai rivelano anche una copertura vaccinale disomogenea e debolezze nei programmi di immunizzazione e nei sistemi di assistenza sanitaria primaria. Allo stesso tempo, gli investimenti nei programmi di immunizzazione sono fondamentali per mantenere i risultati ottenuti e garantire la sostenibilità degli sforzi in corso», aggiungono. «L'Europa non può permettersi di fare passi indietro. È imperativo rafforzare i programmi di immunizzazione nazionali e regionali e accelerare le azioni coordinate a livello globale», concludono le organizzazioni internazionali.

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