Treviso, imprenditore paga albergo a migranti sgomberati

Sono undici giovani pakistani. La Diocesi: «Iniziativa guidata dalla fedeltà al Vangelo»
April 21, 2026
Un imprenditore trevigiano pagherà una settimana d’albergo agli 11 ragazzi pakistani rimasti fuori dal Cas. Sgomberati dal parcheggio Dal Negro, una settimana fa, i profughi si erano riparati sotto il portico nei pressi del municipio, accampati con due parroci ed altri volontari. E qui, lunedì, sono stati invitati, se lo desideravano, a farsi accogliere in un albergo. Tutto a carico di un imprenditore, che ha voluto comunque rimanere anonimo. «Si tratta di una goccia nell’oceano, vorrei riuscire a restituire un po’ di dignità a quelle persone che in questi giorni l’hanno persa. Non ne potevo più di vederli versare in quelle condizioni». L’imprenditore avrebbe preferito rimanere anonimo perché il suo nome non venisse tacciato di protagonismo» ha confidato a Mirella Tuzzato, che ha promosso la rete “Veneti schiacciati dalla crisi”. «Li abbiamo portati a pranzo ed è stato belli vederli mangiare un bel piatto di pasta – ha spiegato la signora Mirella -. Dal Banco solidale prenderemo abbigliamento pulito e calzini nuovi, la dignità passa anche da quello. Mi rendo disponibile io in prima persona ad accompagnarli al lavoro». Gli stranieri sono impiegati come agricoltori, saldatori e muratori nelle aziende della Marca. Sulla vicenda si sono moltiplicate le accuse, trasversali. È intervenuto il vicario generale della Diocesi di Treviso, monsognor Mauro Motterlini, nel tentativo di placarle. Forte il suo appello per tornare a lavorare insieme per il bene delle persone, nel rispetto reciproco e nella chiarezza dei ruoli. Dopo aver puntualmente evidenziato quanto Diocesi e parrocchie fanno per gli immigrati e gli italiani impoveriti, «che, per le vicende della vita o pur lavorando, non riescono a trovare neppure una stanza da affittare», il vicario tiene a precisare che «sono iniziative prese, da sempre, con generosità e risorse proprie, guidati unicamente dalla fedeltà al Vangelo» e, in ogni caso, spesso in rete, con le Pubbliche amministrazioni, in particolare con i Comuni, «che certamente hanno aumentato e qualificato nel tempo i loro interventi». «Siamo davanti a un fenomeno dalle dimensioni che rischiano di diventare insostenibili - ha detto il sindaco Mario Conte -. Dobbiamo lavorare in squadra seguendo le indicazioni istituzionali. L'emergenza migranti è molto più grande di noi e deve essere gestita nel migliore dei modi».

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