Il terremoto ai Campi Flegrei, scuole chiuse e trasporti fermi

di Antonio Averaimo, Napoli
La scossa è stata tra le più violente degli ultimi 40 anni. Scuole chiuse a Bacoli. Il sindaco: «È stata forte, siamo in strada per verificare i danni»
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May 21, 2026
La terra ha tremato di nuovo nei Campi Flegrei. La scossa più forte – di magnitudo 4.4, vicina alla soglia critica di 5.0 − è arrivata all’alba, alle 5.50, mentre la larghissima maggioranza delle 500mila persone che vivono nell’area dormiva ancora. Ancora una volta gli abitanti di Napoli, Pozzuoli e degli altri Comuni interessati dal fenomeno del bradisismo – l’abbassamento e il sollevamento del suolo dovuto all’attività vulcanica dei Campi Flegrei – sono stati svegliati da un terremoto di grande intensità. La scossa di questa mattina ha riportato la lancetta dell’orologio al 30 giugno di un anno fa, quando il territorio flegreo dovette fare i conti con il sisma più violento degli ultimi 40 anni: in quel caso, la magnitudo registrata fu di 4.6, la più alta da quando il bradisismo è tornato a farsi sentire da quelle parti. E proprio ieri ricorrevano due anni dall’altra terribile scossa di 4.4 del 19 maggio 2024. Al fine di consentire la verifica sulla loro stabilità e sicurezza, i sindaci hanno chiuso le scuole a Pozzuoli, Giugliano, Qualiano, Quarto, Bacoli, Monte di Procida e nel quartiere di Bagnoli, a Napoli, che rientra nella “zona rossa”. Nell’altro quartiere napoletano di Fuorigrotta, alcuni istituti hanno posticipato di alcune ore l’ingresso degli studenti. Gli amministratori hanno anche attivato, come avviene sempre in questi casi, i centri operativi comunali e allertato i tecnici per i sopralluoghi da effettuare sul territorio.
La circolazione dei treni sulle linee ferroviarie Cumana e Circumflegrea è stata sospesa in mattinata per effettuare le verifiche statiche, per poi riprendere già nella mattinata. Chiusa – e poi riaperta parzialmente − anche la Linea 2 della metropolitana di Napoli, che collega il centro della città con Pozzuoli. E chiusi i siti archeologici dell’area flegrea. La protezione civile ha aperto l’area di attesa predisposta dalla Regione Campania nell’ex base Nato di Bagnoli per i cittadini che non vogliono o possono rientrare subito nelle loro case. Sono stati segnalati danni di lieve entità a edifici dell’area interessata dal terremoto. Mentre, nel Comune di Bacoli, è franato un arco su un belvedere. «Abbiamo già iniziato i lavori di ripristino dell’arco franato al belvedere di Bacoli dopo la forte scossa di questa mattina. È un segnale immediato di resilienza e resistenza al bradisismo», ha dichiarato il sindaco del Comune flegreo, Josi Gerardo Della Ragione. Al pari di altre volte, molti cittadini si sono riversati in strada, spaventati dall’effetto che il terremoto di 4.4 ha generato nelle proprie abitazioni.
«Era un po’ che non si avevano eventi più energetici, dopo il terremoto di magnitudo 4.0 del primo settembre 2025. Questo intervallo forse ha potuto dare una sorta di illusione psicologica, ma sappiamo che il bradisismo non si sta fermando», ha spiegato Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che monitora il fenomeno. «In passato abbiamo avuto anche periodi più tranquilli, ma la sismicità non si è mai interrotta, anche se è proseguita con un’energia più bassa». Pure i parametri relativi al bradisismo «proseguono con lo stesso ritmo», con il sollevamento del suolo di un centimetro al mese, osservato da febbraio, e un degassamento di 1.300 tonnellate giorno al centro della Solfatara. Alla luce di questi dati, osserva Pappalardo, ci si attende una «sismicità non diversa da quella osservata nel 2025», l’anno nel quale è avvenuto un terremoto di magnitudo 4.6, «l’evento più energetico mai registrato ai Campi Flegrei da quando esiste il monitoraggio con la rete sismica» sviluppata negli anni ’80. Le analisi di quanto accade in profondità nell’area della caldera «suggeriscono una presenza di una zona più porosa e permeabile, nella quale avviene un accumulo di fluidi magmatici, alla profondità compresa fra 3 e 4 chilometri, mentre il magma si trova a una profondità compresa fra 7 e 8 chilometri». 

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